VAT 4956 = 38° di Nabucodonosor II
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Rigo 03 frontale (obverse) del VAT 4956

Last Update: 4/21/2015 10:36 AM
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4/21/2015 10:36 AM
 
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Rigo obverse 3 diapositiva_3

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Questa complessa diapositiva spiega quello che per i babilonesi, i quali oltre ad essere astronomi erano spesso anche degli astrologi e comunque guidati da sentimenti religiosi, era un senso di espressioni divine evidenziate dagli astri che essi stessi stavano osservando.

La riga Obverse 3 termina con i seguenti loghi:

9 ina ŠÚ šamaš TU[R ..NIGÍN?...] (e come primo logo del rigo 4 Obverse successivo, «DIB») traducibili in:

«Giorno Nove, all’Ovest, piccolo sole (TU[R completa il giro NIGÍN]) e sorpassa o incrocia (DIB)».

L’espressione: «piccolo sole», è evidentemente riferita al molto luminoso pianeta Venere che in quel momento, essendo in sua prima apparizione e in massima elongazione, si presentava visibile anche mentre il Sole grande era in fase di tramonto e mentre anche la Luna era ancora presente, essendo già visibile in cielo.

Essendo abbagliati dalla luce del sole, il pianeta forse non sarebbe stato possibile osservarlo, mentre, coprendo con la mano la luce del sole, il pianeta era certamente visibile durante la sua prima apparizione.

Dico «certamente», per esperienza diretta; avendo io stesso osservato in un giorno invernale, a Est, la presenza di Venere (in sua massima elongazione) in cielo fino a quasi le ore nove del mattino, (sapendo e seguendo la sua posizione) ma ovviamente osservandolo da una posizione che era ben in ombra dal sole ormai già sorto da almeno un’ora.
Pertanto, l’interpretazione di «piccolo sole», che corrisponde fin troppo con precisione, la ritengo corretta.

Devo far notare che «Venere» in «Massima elongazione Ovest» proprio in quel giorno citato dal diario astronomico VAT 4956, la trovai solo perché stavo elaborando veramente il cielo che si poteva osservare proprio in quei due giorni, ottavo e nono, del primo mese Nisannu del 587bc.

Non ritengo che si possa trattare di un semplice caso fortuito in quanto, il «DIB» come primo carattere cuneiforme registrato in rigo 4 Obverse, seppure traslato come «lu (e tradotto come molto)» da Sachs per il 568bc, nel contesto osservato invece durante il 587bc si traduce anche e più correttamente come: «incrocia o sorpassa», ed è perfettamente attinente col comportamento del pianeta nei confronti della stellina k Gemini.

Pure il possibile logo [NIGÍN], che si traduce come «giro completo o intorno» ma che è solo ipotizzabile essendo in parte lacunosa, sarebbe ben compatibile con la descrizione di una massima elongazione Ovest del pianeta il quale completa il suo giro di ascesa per iniziare poi quello di discesa (perfino sorpassando la stellina k Gemini).

Questa quarta riga richiede un riepilogo anche delle righe precedenti; in pratica, con queste sole tre righe, nel 587bc, sarebbero ben identificati nella loro posizione astrale i seguenti pianeti o astri.

1
La Luna nel primo giorno di Nisannu è dietro (nel senso che tramonta dopo) la stella Aldebaran, della costellazione del Toro.

2
Sia la Luna sia il pianeta Giove (non riferito nella riga) sono misurabili essere distanti dal sole nella stessa misura di 14 gradi registrata a fine riga uno Obverse.

3
Il pianeta Marte, definibile come AN, suggerito così di proposito usando il suffisso tipico della costellazione del Toro (GU4-(AN)) è misurabile, in termini di tempo di rotazione terrestre, con 58 minuti da tramonto Luna a suo tramonto, essendo pari ai 14° e 30’ che sono compatibili con i valori riferiti nella parte lacunosa finale della riga.
Lo scriba, registrò la riga usando AN come identificativo di Marte, in quanto il solo GU4 ben identificava il «Toro» (come nel caso di SIM-MAḪ che è riferita in rigo 2 Obverse senza il MAḪ).
Diversamente, la ripetizione del suffisso AN, se inserito, sarebbe stato leggibile come «dèi» o «cieli» (GU4 AN AN) e non avrebbe fatto subito pensare a Marte.

4
Il Pianeta Saturno (in questo rigo registrato come «SAG-UŠ» e traducibile alla lettera come «inizio di misura»), era certamente seguito come oggetto d’osservazione sin dal giorno dell’eclisse totale di luna dell’otto Gennaio 587bc.
Particolarmente durante l’equinozio di primavera, che lo vedeva allineato lungo l’orizzonte visibile da Babilonia e «in opposizione (ina IGI)» alla stella Enif della costellazione dell’attuale Pegaso, o dell’antica e grande costellazione chiamata SIM-MAḪ (o Rondine) che la includeva assieme ai Pesci e a parte dell’Acquario, mai citato come tale nel reperto in oggetto.

5
La Luna, è poi nuovamente compatibile nel terzo giorno babilonese con una possibile misura di 8 gradi (2 cubiti) stando di fronte a Marte (il nome del pianeta è desunto, essendo solo ma ovviamente ipotizzabile, in parte lacunosa).
Con molta maggiore probabilità, durante suddetto terzo giorno del primo mese Nisannu del 587bc, in buona compatibilità di orario con il logo «SAG GE6», la Luna era pure a 4 gradi (un cubito) di fronte al pianeta Saturno, mentre, in misura multipla, la stessa, era a quattro gradi angolari dalla stella Alzirr dei Gemelli e pure era alta 4 gradi sopra alla stella Tejat Posterior, sempre dei Gemelli.

6
Nel NONO giorno del primo mese Nisannu, sempre la Luna, è precisamente e in modo «particolare» ben definita e registrata di fronte alla stella Zavijah della Vergine stando distante 4 gradi (un cubito) da essa.
La misura, seppure effettuata mentre la Luna era alta oltre 70 gradi, fu precisa essendo stata campionabile con la distanza angolare nota che era fra la stellina u Virginis e la stessa Zavijah della Vergine.

7
In rigo terzo Obverse, è poi identificata l’osservazione del pianeta Venere nella sua prima apparizione mentre esso ha raggiunto la sua massima elongazione Ovest sorpassando (DIB), fra il giorno ottavo e il nono, la stella k Gemini.

8
Lo stesso pianeta (Venere), è osservato e descritto come un «piccolo sole» durante la sua prima apparizione osservata durante la fine del nono giorno Babilonese (poco prima del completo tramonto del sole).

Scusate se è poco.

Per me, già queste corrispondenze sono sufficienti a definire con grande certezza che il diario astronomico VAT 4956 sia stato osservato e registrato durante il secolare 587bc, in occasione del trentottesimo anno del regno di Nabucodonosor II.

monseppe2

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