VAT 4956 = 38° di Nabucodonosor II
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Rigo 12 frontale (obverse) del VAT 4956

Last Update: 8/24/2014 11:44 PM
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Misure Multiple in formato "ka-bar" (o con parimenti opposti a un centro)

13_diap_1



La riga Obverse 12 per il terzo mese Simanu del 587bc (30° giorno del mese precedente), in sostanza, registra queste osservazioni (in ordine di tempo).

L’astronomo, se al momento del tramonto del sole, avesse contato in tempo di rotazione terrestre fino all’inizio del tramonto della luna, avrebbe contato circa 69 minuti (che sarebbero poco più di 17 gradi na); pertanto i 20 gradi na registrati nel reperto, non possono riferirsi a un conteggio fra Sole e luna (nel 587bc; nel 568bc sembra corrispondere, ma ciò è dovuto ai famosi due gradi di dislocamento della posizione della luna come fu calcolata da TheSky ed è calcolata ancora calcolata da TheSky6).

Contando invece dalla prima e ultima visibilità di Marte (apparso alla vista proprio mentre stava per iniziare a tramontare), all’inizio del tramonto della Luna, mentre vide la stella Iota Cnc [2] diventare visibile, l’astronomo ebbe conferma che la Luna era dietro a tale costellazione, essendo già tramontata anche la sua principale stella del granchio Asellus Australis [3] e così registrò l’osservazione con: «sin ár ALLA».

Contò quindi, dal tramonto di Marte [4] al momento che la Luna [1] iniziava il suo tramonto, esatti 40 minuti di tempo.

Continuando da quei 40 minuti, o riprendendo da questo punto il conto, fino a quando esattamente Mercurio [5] stava tramontando, contò altri 40 minuti in tempo di rotazione terrestre, per un totale di 80 minuti o 20 gradi na, che furono poi registrati nel Diario con: «IGI ka-bar 20 na».

Pertanto poté pure registrare che Marte e Mercurio erano a 10 gradi (dalla Luna), in formazione di ka-bar, ovvero come estremi ugualmente distanti aventi come centro la Luna.

A motivo della mobilità della Luna, la misura di 10 + 10 gradi è difficilmente di tipo angolare, in quanto implica una tolleranza anche per il valore del suo diametro di almeno 30 primi, che sono divisi per due (essendo misurabile rispetto a Marte e rispetto a Mercurio).

In ordine di conteggio na, invece, se il primo conto fu riferito al bordo inferiore della luna che stava toccando l’orizzonte (o che stava iniziando il suo tramonto), le due misure di 10° na sono assolutamente precise: da inizio tramonto di Marte, 40 minuti a luna + 40 minuti a inizio tramonto di Mercurio = 80 minuti, che divisi per 4 minuti per ogni grado misurano gli esatti 20° na che furono registrati.

La parte finale della riga è in parte in lacuna ma le ultime due tracce suggeriscono un 20 o un sin.
Un 20 (come valore) avrebbe poco senso essendo preceduto da una misura di 4 cubiti, pertanto è più facilmente interpretabile come il logo per la Luna.
In lacuna completa, diventa ormai l’ovvio logo di LUGAL, e in base alla misura dei 4 cubiti riferita (vedi diapositiva_2) è facilmente ipotizzabile che sia una lacuna riferita Regolo (il re, LUGAL).

Curiosamente, o in senso astronomico, pure Regolo, al tramonto del sole, era in ka-bar di 16 gradi angolari (4 cubiti) con la Luna e col Sole essendo regolo distante dal sole 32 gradi (vedi freccia verde per il secondo braccio del ka-bar di 4 cubiti che misura 16 gradi angolari).

L’astronomo intravide inoltre, un altro possibile ka-bar, fra Regolo, Venere e la Luna, di 8 gradi e mezzo, e (quindi non in misura multipla riferita nel diario) ma lo riferisco come sola curiosità «astronomica» possibilmente legata al concetto delle famose misure multiple (in tal caso multipla sarebbe la formazione in ka-bar) usate dai babilonesi (in tal senso, i ka-bar possibili sarebbero tre in tutto).

Nel 568bc, ovviamente, tutte queste verifiche non sono possibili.

Sachs interpreta Marte e Mercurio (che erano in congiunzione in quel momento) essere (insieme) di fronte a Regolo 4 cubiti (di due gradi) per un totale di 8 gradi.

Il programma RedShift6 me ne calcola al massimo 7° e 30’ in notazione angolare; (sarebbero quasi 4 cubiti col cubito di 2 gradi)… confermando in tal caso la ridondante ambiguità delle misure nel confronto fra le due date; (diverrò noioso, ma devo sempre ricordare che i due gradi per cubito furono stimati da Sachs sulla stella Rho Leonis che era distante 6 gradi e trenta circa contro gli otto gradi che avrebbe dovuto misurare da Regolo, «il Re»).

Certamente Sachs non riferisce la misura dei 10 gradi suggerita dai loghi: «AN u GU4-UD) fra Mercurio e Marte.

Per il 568bc (suggerisco) potrebbe essere tradotto: «Marte un dito (< = 10) Mercurio», intendendo 10 minuti di grado fra i due pianeti in senso azimutale.
Di fatto, fra i due pianeti, la misura minima secondo Sachs sarebbe di due dita (10 minuti di grado) per Marte di fronte a Mercurio e di sei dita (30 minuti di grado) in senso angolare fra i due pianeti.

I due pianeti insieme («AN u GU4-UD 4 KÙŠ [sin? Regolo?]» nel 568bc) distavano da Regolo 7 gradi e 30’ mancando in senso «angolare» ben 30 minuti di grado (un disco lunare completo) per gli otto gradi di 4 cubiti di due gradi cadauno.

La Luna («s[in…]») più probabilmente riferita nel reperto a fine riga, distava circa 5 gradi dai due pianeti, essendo esclusa dalla misura di 4 cubiti (otto gradi per Sachs) registrata nel reperto.
Troppa imprecisione, essendovi considerate misure angolari o interstellari.

Restano quindi, per il 568bc, misure incerte e approssimative che non corrispondono bene con le informazioni della riga del diario.

È ben poco rispetto al risultato stimato per il secolare 587bc illustrato in queste diapositive!

Giuseppe.

[Edited by monseppe2 2/19/2016 10:56 AM]
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8/24/2014 11:16 PM
 
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rigo Obverse 12 del VAT 4956 per il 587bc

13_diap_2





Questa diapositiva_2 (la foto sopra) illustra tutte le varie osservazioni effettuate durante il primo giorno del terzo mese babilonese Simanu al secolare 20 Giugno del 587bc.
Purtroppo, per chi ha poca dimestichezza con informazioni astronomiche, risulta alquanto «ingolfata» da informazioni «necessarie». Ho cercato di restare sull’essenziale. Per un cielo più «pulito», qui ho incluso una diapositiva (vecchia) che mostra la posizione degli astri in modo più panoramico (la foto sotto).

La foto (1), illustra il primo braccio di un ennesimo o multiplo (ma astronomico) ka-bar fra Sole-Luna, che in foto (5) è illustrato nel suo completo Sole-Luna-Regolo con le frecce arancioni, una intera e una tratteggiata, per illustrare la misura registrata a fine riga del reperto con: «4 KÙŠ ina IGI s[in … LUGAL…] (16 gradi in opposizione Luna a Regolo)» che vede Regolo (LUGAL) distare 16 gradi (o 4 cubiti) dalla Luna al momento del suo tramonto (foto (5), la freccia arancione intera).

Questo «ka-bar (perché di un ka-bar si tratta)» è riferito come sottointeso per una misura multipla di 16 gradi (4 cubiti) costatata fra Sole e Luna al tramonto del sole (vedi foto (1) e foto (5), la freccia arancione tratteggiata) completatosi poi nel suo secondo braccio con la misura registrata che fu fra la Luna al momento del suo tramonto e la stella Regolo o [LUGAL] del Leone (stimato pure da Sachs come possibile logo in lacuna; freccia arancione intera in foto (5)).

Ben definito, è invece il «ka-bar» che fu osservato fra Marte-Luna-Mercurio.

Il «totale» del conteggio «na» che fu effettuato per l’intero ka-bar formato da Marte-Luna-Mercurio fu di 20° che, in tempo di rotazione terrestre, conta 80 minuti da che Marte inizia il suo tramonto in sua prima e ultima apparizione a che pure Mercurio inizia a tramontare.

L'inizio e prima parte del conteggio na di 20 gradi del ka-bar fra Marte–Luna, seguito da quello di Luna-Mercurio, è illustrato in foto (2).
La marcatura con segmento giallo nelle locandine del tempo ne stabilisce l’esatto inizio e proseguo del conteggio, da che Marte tramonta fino a tramonto di Mercurio.

L’esatta distanza astronomica o «interstellare» fra i pianeti Marte e Mercurio era di 20 gradi e 42’, il conteggio in ordine di tempo di rotazione terrestre, è però esattamente di 80 minuti da tramonto Marte a tramonto Mercurio, ovvero 20° na.

Questo è possibile in quanto Mercurio era circa un grado a Est dell’eclittica, mentre Marte era a un grado a Ovest della stessa, e con ciò è compensata la piccola differenza di misura conteggiata in distanza interstellare.

Questo fatto, anche dimostra che il valore «Marte 10 Mercurio (AN 10 GU4-UD)» era riferito ai 10 gradi na mentre i due pianeti erano in formazione di ka-bar con la luna al loro centro, e non sono riferiti a 10 gradi angolari in tale registrazione in quanto tale centro di riferimento, «la Luna», essendo mobile con circa mezzo grado ogni ora, durante il conteggio stesso, come «centro» rendeva variabile la sua distanza angolare riferita a Mercurio o a Marte.

Questo primo giorno del terzo mese Simanu o secolare 20 Giugno del 587bc, direttamente o indirettamente, in sostanza registra la posizione di: Luna, Mercurio, Marte, (Venere) e (Saturno) e la distanza stellare di Regolo dal Sole.

Nel rigo, l’espressione «SI GIN» è qui (o per il 587bc) certamente riferita alle corna (SI) o punte della falce lunare; Il logo (GIN, verso direzione), indicava cosa o dove guardare. La concavità della sua falce (o l’angolazione della sua orbita che varia + 5 o – 5 gradi rispetto all’eclittica), in quel tempo indicavano quasi specificamente Saturno.

Con la successiva espressione: «i-nu-šú (non lasciare Ovest)», l’astronomo registrò o ricordò che non effettuò in quella sera la misura di Saturno sull’orizzonte rispetto alla stella Enif a Est (era alta oltre 6 gradi e 30’), misura che sarebbe almeno logico che fosse stata fatta a un ennesimo mese lunare (il terzo) di distanza dei due precedenti.
Non fu fatta, in quanto l’astronomo era impegnato al conteggio (multiplo) dei Ka-bar che erano fra la Luna e i pianeti presenti durante quella notte.

Come fu misurato il ka-bar fra Sole-Luna-Regolo.

Sapendo che la luna in circa due ore si sposta di un grado nel cielo stellato, l’astronomo misurò la distanza angolare della luna includendovi l’intero suo disco al momento del sole completamente tramontato, vedendo che era appunto di 16 gradi che poi registrò in multipolo valore come 4 cubiti.

Al momento dell’inizio del tramonto della luna mentre stava misurando quanto essa distava da Regolo; poté quindi intuire bene un ennesimo ka-bar di 4 cubiti fra Regolo Luna e Sole e colse l’occasione registrando proprio questo valore, in quanto da Regolo a centro della luna erano proprio 16 gradi angolari o 4 cubiti.
Ne trovò conferma conteggiando poi a partire dalle L.T. 20:19 con la Luna a mezzo tramonto, fino al tramonto di Regolo alle L.T. 21:23, 64 minuti che divisi 4 minuti per grado, portano proprio ai 4 cubiti o 16 gradi registrati poi a fine riga obverse 12 del VAT 4956.

Molto probabilmente, sia per motivi di spazio, sia perché la misura non corrispondeva bene a una precisa misura tonda in cubiti (o tondi due cubiti), essendo effettivamente di 8 gradi e 30’, non riferì o non accennò pure al ka-bar (il terzo) che si era presentato fra Regolo Venere e Luna nello stesso momento e che io qui riferisco solo come una «curiosità».
In senso astronomico, quelle erano però le effettive posizioni di Venere e luna rispetto a Regolo in quella sera e in quel momento della misura.

Sachs con SI GIN i-nu-šú traduce che:
«soffiava il vento del Nord; nel frattempo (Marte e Mercurio erano 4 cubiti di fronte a Regolo)».
Probabilmente corretto, nel contesto del 568bc col cubito a 2 gradi (non preciso se riferito a Rho Leo), anche se il vento (riferito da Sachs) poteva pure limitare la visibilità lungo l’orizzonte; le osservazioni comunque, erano a Ovest e pertanto erano lo stesso possibili.

In questa riga io troverei ancora buone conferme sia per il cubito di 4 gradi, sia per i ka-bar, sia per le misure multiple che allora gli astronomi babilonesi utilizzavano.

Il conto na, specialmente fra Marte, Luna, Mercurio, è preciso al minuto e lascia pochi dubbi, mentre sarebbe impossibile nel 568bc in quanto Marte e Mercurio erano in congiunzione fra loro. Forse per tale motivo Sachs trascura la traduzione di tale logo: «ka-bar».

Giuseppe.



[Edited by monseppe2 2/19/2016 10:59 AM]
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rigo Obverse 12 del VAT 4956 per il 587bc

13_diap_3



Confronto.

A orario riferito in REPORT 14, nel 568bc (07:07 p.m.) Giove non era ancora visibile; lo sarebbe stato circa 10 minuti dopo, ma le stelle dello Scorpione sarebbero state visibili solo dopo un’altra mezz’ora almeno in quanto la presentazione fu fatta in modo «astronomico» e non in «True (vero o visivo)».

Può trarre in inganno, per il rigo Obverse 13 del VAT 4956, il fatto che non sia riferito il giorno osservato e che in osservazione fosse pure (e soprattutto) la Luna. Possono essere state parti scritte in lacuna del rigo precedente (s[in LUGAL … 3 GE6 SAG GE6 …]); il rigo Obverse 13, è da me verificato nella successiva verifica di rigo per rigo, anche se Sachs lo accumuna allo stesso primo giorno assieme al rigo Obverse 12.

Riguardo al rigo Obverse 12, Sachs fa un REPORT 12 riferendo della Luna che (nel 568bc) era a 20 gradi na che sembra corrispondere con TheSky.

Alla verifica mia con TheSky6, ma per il 587bc, risulta che da tramonto Sole (appena tramontato in primo giorno) a tramonto Luna siano 64 minuti (pari a 16 gradi «na»), contro i «20» dichiarati da Sachs; riscontro un disaccordo di almeno 4 gradi pari a 16 minuti di rotazione terrestre.
Con RedShift6, invece, come illustrato, la Luna nel 587bc risulta a distanza angolare di 4 cubiti (16 gradi) dal sole al momento del suo completo tramonto. Giusto per «conoscenza».

Sachs riferisce Mercurio e Marte (che erano in congiunzione inferiore a un grado fra loro), mentre erano a otto gradi da Regolo misurati sul cubito di due gradi unitari (con una tolleranza di poche dita). Due Cubiti però, stimati unitariamente con la distanza dalla stella Regolo alla Rho Leonis; misura che in realtà corrisponde astronomicamente a solo circa 6 gradi e trenta contro gli otto gradi che dovevano essere con i quattro cubiti che misuravano due gradi tondi (interi) cadauno.

Di rigo 12&13, nel suo report, relaziona invece Venere in modo incerto e specifica che (nel 568bc) Giove era sopra allo Scorpione (Antares).

Nei suoi REPORT sopra illustrati, per consultazione, ho inserito sia il traslato delle due righe Obverse 12 e 13 e sia la traduzione (qui in italiano) che Sachs fece di quelle due righe traslate.

Nella prossima relazione di rigo Obverse 13, spiegherò meglio come debba essere inteso in senso «letterale» il logo: «SAG-ME-GAR» senza il segno «AN» che lo precede. Mentre il segno «AN» a inizio riga non si riferisce, come parrebbe apparentemente a Marte, ma alla Luna, che in questa riga 13 è vista nella sua essenza divina come una dea (AN).
Nel terzo giorno del terzo mese, Marte diventa ancora più vicino al sole e non sarebbe più «misurabile» (nel 587bc).

Giuseppe.

[Edited by monseppe2 2/19/2016 11:00 AM]
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