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Questo Forum informa su storia-archeologia-astronomia e bibbia relative al periodo Neo-Babilonese (669bc-523bc). Dimostra che Gerusalemme fu distrutta nel 607 a.E.V. e non nel 587bc attualmente accreditato.
 

Cubito Astronomico Babilonese

Last Update: 12/29/2020 9:22 AM
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9/13/2015 6:02 PM
 
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20_Importante riscontro astronomico per il valore del "Dito (SI)"



Prova astronomica e documentale definitiva. (Non m’invento nulla).

Questa verifica astronomica, del rigo B, Obverse B6 del settimo mese DU6 del 198bc, registrata nel BM 34362, è talmente precisa, specifica, e ben corrispondente a tal punto da poterla considerare una certa: «Prova astronomica e documentale ».

La piccola foto in alto a destra, è una vista 1:1 ma ho dovuto già ingrandirla un poco per mostrare come fosse necessario l’ulteriore ingrandimento di fianco al fine d’illustrare con precisione e chiarezza l’importante osservazione di questa riga del diario BM 34362 (Antiochio e figlio di Antiochio) del 198bc.

I fatti che la definiscono, preso atto delle sfasamento di giorno fra registrato e osservato (o Lunare) per tutto il settimo mese DU6 del 198bc, sono:

Il momento della misura:

L’osservazione fu fatta al sorgere di Mercurio a Est o in sua «prima apparizione» su orizzonte visibile da ziggurat di Babilonia.

L’unità di misura registrata:

SEI dita «(angolari)». (non fu registrato: un grado e tanto meno mezzo cubito da due gradi cadauno; è specificato proprio «sei dita (6 SI)».

La posizione della Luna:

1): E’ sotto (SIG) a Regolo (LUGAL).
2): E’ a Est (NIM) di Regolo (LUGAL).
3): Essa (la LUNA, sin), col suo intero disco lunare, incrocia o sorpassa (DIB) la linea formata da Regolo (LUGAL) con la 31 Leo.
4): E’ ugualmente divisa (altro significato di SIG e pure significato simile di i-şa) tra Regolo e la 31 Leo; «sei dita» a distanza angolare da ogni singola stella.
5): E’ dentro (ana) la costellazione del Leone, essendone misurata su Regolo (LUGAL) la sua posizione.

Il campione di Misura (fattore spesso determinante):

Il diametro lunare stesso.
In quel giorno, la Luna misurava un diametro apparente (in quanto esso varia da Apogeo a Perigeo) di 30 minuti di grado (o tre dita).
Fu facile e veloce quindi il riportare per due volte il diametro lunare, ripartendo circa dal suo centro, fino alla stella Regolo o, similmente, fino alla stella 31 Leo (vedi l’illustrazione della misurazione indentata con i dischi bianchi e le misure parziali tratteggiate in verde e celeste).

Essendo stata dichiarata in 6 dita la distanza fra la Luna e Regolo, ed essendo il diametro lunare di 30 minuti di grado, ed essendo la Luna distante un grado sessagesimale dalle due stelle, Regolo o la 31 Leo, è incontestabile che ogni grado fosse stato allora stimato con una suddivisione di 6 dita aventi come singola unità un valore di 10 minuti di grado cadauna.
Sul cerchio del diametro lunare che è vicino a Regolo, ho illustrato la possibile suddivisione del disco stesso in tre sezioni di un dito cadauno (segmento celeste sottile dentro il disco bianco).

La distanza «angolare» fra le stelle Regolo e 31 Leo, certamente nota come essere di due gradi (angolari) indentava bene l’uguale distanza del satellite fra le due stelle (riferita al bordo del disco Lunare o sua linea orbitale rispetto alla linea di giunzione fra le due stelle tratteggiata in rosso).

L’ottico fenomeno della «chiusura dell’angolo Azimutale verso lo Zenit», è evidenziato in alto della foto, a 71° di altezza; astronomicamente misurerebbe 3 gradi «Azimut» mentre la replica del diametro lunare riempirebbe la distanza con soli due dischi o sarebbe (otticamente) di un solo grado.

Le piccole tolleranze che si osservano nell’elaborato (il centro della misura non perfettamente col centro della Luna) sono «umanamente» accettabilissime essendo tutte contestuali alla globale posizione della Luna lungo la sua linea orbitale.

Per questa verifica e presentazione, ho cercato di ottenere la massima precisione che mi sia stata possibile con gli scarsi mezzi a mia disposizione.

Tutto questo dimostra che le misure (evidentemente note) che usavano quegli antichi astronomi per le distanze interstellari, erano originariamente prese sull’orizzonte visibile, «memorizzate», e mantenute tali (come numero di gradi) a qualsiasi altitudine di osservazione fosse misurata la distanza fra due corpi celesti, anche se a «occhio» la distanza visibile sembrava arrivare perfino a dimezzarsi rispetto all’orizzonte.

La Luna, ha qui un diametro medio «reale» di mezzo grado (30 minuti di grado); diametro angolare che resta lo stesso sia se fosse osservata al suo sorgere (disco visto, grande) o che sia osservata al suo zenit (disco visto, piccolo).

Misurare un diverso giorno dal secolare 27/10/198bc, non troverebbe più nessuna corrispondenza astronomica con quanto fu registrato nella riga del diario.

Misurare lo stesso giorno 27/10/198bc (con lo stesso programma RedShift6), usando però l’unità di misura del cubito a due gradi e la sua suddivisione in dita unitarie di 5 minuti di grado, non troverebbe più nessuna corrispondenza astronomica con quanto fu registrato nella riga del diario.

E con TheSky6? (vi ricordo che qui stiamo parlando dello stesso tempo (198bc) e non di una distanza di 19 anni).
Vi risparmio le confusionarie (o poco realistiche) foto che mi risultano.

In sostanza:
Per vedere la Luna in data 27/10/198bc e «nella stessa quasi posizione», col programma TheSky6, occorre andare avanti di circa due gradi o, in ordine di tempo, di circa 5 ore (il tempo di sfasamento in gradi per la luna da me più volte denunciato tramite i risultati di TheSky6 (12 ore circa se riferite ai DKD del 568bc)), ovvero devo portare il tempo verificato alle L.T. ore 09:57:50.

Purtroppo, a quell’ora Mercurio le stelle e forse pure la luna, non sarebbero visibili, essendo il sole già alto e Mercurio ancora più alto del sole di 16 gradi.

Allo stesso orario di confronto con RedShift6, la stessa Luna era ovviamente calcolata da TheSky6 a circa 2 gradi e mezzo più a ovest e non certo a sei dita di 5 minuti primi cadauna (adesso accreditate), ovvero non era a mezzo grado dalla stella Regolo.

Sarò di parte, ma io trovo qui risultati che seguono il diario e che con RedShift6 e col cubito a 4 gradi e il dito a 10 minuti di grado, mi danno riscontri decisamente precisi e corrispondenti. Ovviamente, ognuno è libero di scegliere…

Va inoltre preso atto che, oltre alla verifica astronomica già qui dimostrata, la stessa stellina Rho Leo, della costellazione del Leone, non dista con 8 gradi dietro alla stella Regolo (quattro cubiti di due gradi cadauno), ma è misurabile solo a circa 6 gradi e trenta primi.
Visto tutto ciò, si evidenzia necessario il definire che sia:

«Errata ogni misura astronomica che sia basata su una tale unità di base: «due gradi per ogni cubito e 5 minuti di grado per ogni dito».

Ne consegue che:

La datazione attualmente stimata del VAT 4956 al secolare 568/567bc (-0567/566) e associata al 37° anno del regno di Nabucodonosor II, sia da considerarsi:

«In tutte le sue misurazioni basate su un cubito di due gradi», inesatta, avendo sempre un errore «reale» di misura inferiore a quanto realmente registrato nei diari astronomici; inesattezza:
quantificabile in due gradi per ogni cubito e in 5 minuti di grado per ogni dito.

Il diario astronomico del 198bc conferma pertanto come corretta la stima di osservazione e registrazione delle posizioni astronomiche che furono incise anche nel VAT 4956 come essere state eseguite durante il secolare 587/586bc (-586/0585 astronomico); anno associabile correttamente solo durante il 38° anno di regno per Nabucodonosor II su Babilonia.

Se ne evince pertanto che:

«Gerusalemme e il suo tempio furono iniziati ad essere distrutti dal generale Nebuzaradan, per ordine di Nabucodonosor II durante il suo 18° anno di regno ordinario (o da accessione), solo durante il giorno nove Agosto (di Sabato) del secolare 607bc».


Le informazioni storiche della Bibbia, da sempre avevano suggerito (indicato) quell’evento per tale specifico momento:

Il secolare 607 avanti era volgare!

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21_Il corretto valore del cubito consente di riordinare righe mal registrate.



Le foto in diapositiva elaborano i giorni 21 e 22 del VII mese DU6 del 198bc.

Il giorno 23 che è registrato nel diario al rigo B, Obverse B7, mi risulta essere un errore di suddivisione delle osservazioni; di fatto (ignorandolo), continua la descrizione del giorno 22 del diario o 23 lunare, sempre come conseguenza della partenza non osservata per la luna di questo particolare mese DU6.

La riga registra osservato il 28/10/198bc, 21° del diario (in senso astronomico, il 22 lunare) che registra:

«GE6 21 ina ZALÁG sin ina IGI AN 1 KÙŠ [ana ŠÙ GUB ina] IGI GIŠ.KUN A 1 KÙŠ [[*GE6 22]] ina ZALÁG sin ina IGI GÍR ár šá A 1 KÙŠ».

Traducibile in:

«Notte del 21 (22° giorno lunare), ultima parte della notte, la Luna davanti a Marte. 1 cubito entrava a Ovest stando di fronte a Iota Leo 1 cubito [[*(GE6 22)]] (nella stessa) ultima parte della notte, La luna di fronte alla stella Zosma 1 cubito».

Il sottolineatoto indica che quei loghi vanno ignorati in quel punto della riga.

Il cielo astronomico descritto E’ Illustrato dall’elaborato della diapositiva con la foto a sinistra.
Il momento della misura fu quello del sorgere della stella Spica, della Vergine.

Essendo riferito alla Luna che era a Ovest di Marte [2] [ana ŠÙ GUB ina] IGI la misura fra la Luna e il pianeta è misurata in un cubito (o quattro gradi).

Per la misura di Marte a un cubito di quattro gradi dalla Luna, è necessario vedere la successiva diapositiva_22, che illustra l’apparente misura non precisa illustrata in questo momento nel quale è verificata la misura del cubito che fu invece ben precisa per la stella riferita Iota Leo [3] (GIŠ.KUN A).

Per comprendere bene cosa illustro, occorre confrontare gli elaborati di questa diapositiva con quelli della successiva diapositiva_22.

La Luna [1] (ina IGI GIŠ.KUN A 1 KÙŠ) era quindi opposta o «davanti» (sorgendo prima) della stella (GIŠ.KUN A la Iota Leo) [3] mentre si addentrava nella costellazione del Leone stando (GUB) a Ovest (ŠÙ) di Marte [2].

Il trattino rosso (differenza), illustra lo spostamento lunare che fu osservato (o addirittura misurato) in quella notte mentre fu osservata la luna rispetto alla Iota Leo prima e poi rispetto alla stella Zosma 37 minuti più tardi.

Dopo l’osservazione della Luna a un cubito da Iota Leo [3], circa 37 minuti dopo, fu misurato che la Luna [1] era ora a un cubito di fronte o alla vista della stella Zosma (GÍR ár šá A), come illustrato in diapositiva_22 nella foto a destra, in quanto la misura lunga di quattro cubiti e mezzo per Marte fu osservata nel successivo giorno, appunto il 22° del diario o 23° lunare da Novilunio.
Il relativo elaborato è illustrato nella foto a destra di questa diapositiva.

La riga registra poi (dopo la misura sulla stella Iota Leo) come osservato, il successivo giorno 22 del diario o (29/10/198bc uguale a 23° lunare) come segue:

«[[*(GE6 22)]] ina ZALÁG AN SIG GIŠ.KUN A 4½ KÙŠ»

traducibile in:

«[[*notte del 22 (qui doveva essere inserito il riferimento al giorno osservato)]] ultima parte della notte, Marte uguale a Iota Leo 4 cubiti e mezzo (18 gradi)»

[[*(GE6 22)]], l’identificativo per il giorno 22 del diario o 23° giorno lunare, fu posto evidentemente in un punto errato della riga sul coccio durante la composizione intera del diario; ragionevolmente, e in senso astronomico, lo stesso logo doveva essere registrato in questo punto, qui pertanto da me ripristinato o reinserito.

La misura riferita a Marte, di 4½ cubiti = 18 gradi, se misurata col cubito di 2 gradi unitari, dovrebbe comprendere un angolo di 9 gradi intorno a Marte.

Con tale valore di nove gradi stimati col cubito in due gradi però, Marte in quel giorno sarebbe sotto (SIG) la stella Zosma (la δ Delta Leo stimata in traduzione da Sachs) ma solo al momento della sua ultima visibilità, e neppure molto precisa, mentre sarebbe a distanza angolare di esatti nove gradi dalla Luna, che però non è l’astro riferito assieme ad essa nella riga riferendo la misura a Marte [2].

Potrebbe essere un caso di misura ambigua se riferita alla Luna?

Per esserlo, mi verrebbe a mancare però il riferimento di campionatura, visto che la misura sarebbe fattibile con Marte alto 65° e le altre stelle intorno non erano più visibili.

Mi verrebbe a mancare inoltre, anche il rifermento al «momento» della misura, visto che la visibilità di Zosma non coincide bene con la misura di nove gradi.

Inoltre, mi mancherebbe anche il corretto «nome» della stella, in quanto la misura riferita fu probabilmente riferita alla stella Iota Leo [3].

Zosma, senza [UR] ma con la A mi risulta invece essere «GÍR ár šá (A)» (assimilabile alla stella Zavijah [5] (GÍR ár šá [UR] A) e riferita «dietro (ár)» al Leone (UR); vedi il rigo obverse 3 del VAT 4956), mentre la riga riferisce Marte in relazione alla «GIŠ.KUN A» e non la Luna.

Riferisco ciò, oltre che per «onestà» di verifica, anche per illustrare le difficoltà interpretative che si incontrano quando si cerca di comprendere ciò che realmente osservarono e registrarono quegli antichi astronomi se si dovesse usare un’unità di misura (due gradi per cubito) che non sia assolutamente certa; ma «devo anche ricordare» che qui sto usando il programma RedShift6 (che fornisce risultati più positivi) e non il programma per astronomia usato da Sachs (TheSky e successivi).

Le osservazioni dei giorni 21 e 22 del diario (*22 e 23 Lunari) sono infatti articolate e complesse; difficili da decifrare con una superficiale valutazione e senza seguire bene le date confrontandole con la reale posizione astronomica della Luna.

A favore della verifica astronomica che usa il cubito a quattro gradi e che valuta una misura di 18 gradi riferita a Marte con 4½ cubiti, sono:

La campionatura della misura (uguale (SIG) a una misura certamente nota di due stelle fisse).

Il ragionevole momento della misura (il sorgere della stella Spica Della Vergine).

Il significato di «uguale (piccolo in differenza)» del logo (SIG) che può pure esprimere anche il senso specifico di «sotto», e che suggerisce una misura di campione «uguale (e sotto) di 4½ cubiti» usata nella stima astronomica della profondità d’ingresso di Marte dentro la costellazione del Leone.

Ho verificato:

Mentre la distanza angolare fra la stella Algieba e la «GIŠ.KUN A» Iota Leo [3], resta ovviamente inalterata a 18° e 7 primi, il giorno 28/10 precedente al «SIG», Marte distava dalla sovrastante stellina Eta Leo [2] con 17 gradi e 38 primi (quasi mezzo grado in meno), mentre il giorno 30/10 successivo al «SIG», Marte distava dalla stessa Eta Leo [2], 18 gradi e 40 primi (oltre mezzo grado in più) non essendo più «uguale (SIG)» alla misura campione, evidenziando quindi come corretta sia la misura sia il giorno riferiti nella riga del diario: quattro cubiti e mezzo nel giorno 22 del diario o 23° lunare in data 19/10/198bc.

E, da non dimenticare «mai», il fatto che i quattro cubiti, se riferiti alla stellina Rho Leo, misurerebbero solo 6 gradi e 30 primi contro gli otto gradi di 4 cubiti a due gradi cadauno, misura unitaria, che con 4 cubiti e mezzo riferirebbero poco più di sette gradi e non i 9 gradi sopra riferiti a tale unità di misura attualmente pure «arrotondata» a due gradi tondi!

Il cubito di 4 gradi resta perciò, e comunque, ancora quello che estrapola i migliori risultati astronomici con quanto è descritto nelle righe dei Diari astronomici.

Resta, purtroppo, la sempre possibile ambiguità che spesso si riscontra con il cubito di due gradi ma con esso, non si trovano quasi mai tutte le risposte che invece i 4 gradi per cubito forniscono quasi sempre.

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22_Continua cubito a quattro gradi aiuta a riordinare righe disordinate.



Giorno 21 del diario = 22° giorno lunare.

In diapositiva_21, la posizione di Marte «sembra» essere non corrispondente a quanto registra la riga.

«GE6 21 ina ZALÁG sin ina IGI AN 1 KÙŠ [ana ŠÙ GUB ina] IGI GIŠ.KUN A 1 KÙŠ»

traducibile in:

«Notte del 21, ultima parte della notte, la Luna di fronte a Marte 1 cubito [sopra a Ovest stava]. [Di] fronte (o alla vista), Iota Leo un cubito».

Ho messo una «punteggiatura» per aiutare a comprendere cosa e come fu misurato.
La registrazione di «Luna di fronte a Marte sopra (ANA) un cubito a ovest stava», è svincolata in realtà dalla presentazione iniziale di «ultima parte della notte».

Il motivo, sta nel problema più volte presentato e che è relativo alla mobilità della luna nel cielo astrale di una sola notte.

La domanda da farsi, nel considerare l’interpretazione da dare alla riga, è la seguente:
«la notte del giorno 21 del diario (22 lunare o 28/10/198bc), Marte poteva essere a una «precisa distanza dalla Luna che misurasse quattro gradi angolari

A questa domanda risponde inequivocabilmente l’elaborato di questa diapositiva con la foto al cento a sinistra.

Alle ore 01:49, mentre la Luna era pure livellata orizzontalmente con la stella Chort, stando sopra a Marte e a Ovest di esso, era a misura angolare di quattro gradi o un cubito.

Come «orario» sarebbe stato da segnare «GE6» ovvero «Notte».
La riga, però riferisce pure un’altra misura:
«[ina] IGI GIŠ.KUN A 1 KÙŠ», o «alla vista di Iota Leo, un cubito».

Questa misura, sarebbe incompatibile con la prima, in quanto solo un paio di ore dopo che Marte era a quattro gradi angolari dalla Luna, pure la stella Iota Leo diventava a quattro gradi sotto la Luna, alle ore 03:21 (vedi diapositiva_21 foto a sinistra), appunto nella fascia di orario definibile con «Prima parte della notte (ina ZALÁG)».

A dimostrazione di quanto Marte fosse necessariamente «svincolato» dalla definizione di «ina ZALÁG», circa 37 minuti dopo la riga, sempre in orario «ina ZALÁG», registra.

«ina] IGI GIŠ.KUN A 1 KÙŠ» o: «alla vista di Iota Leo 1 cubito», come ben illustra la foto a destra di questa diapositiva.

Sempre in orario «ina ZALÁG» (è ripetuto, indicando che fu una registrazione provvisoria separata), fu poi misurata la luna riferita a un’altra stella, la Delta Leo o Zosma con:
«ina ZALÁG sin ina IGI GÍR ár šá A 1 KÙŠ» o «ultima parte della notte, la Luna alla vista di Zosma, un cubito».

Questa è quella che è illustrata appunto in questa diapositiva aggiunta apposta, nella foto a destra. E’ da notare che, al momento di questa seconda misura, fatta mentre la stella Denebola era alta 40 gradi, la precedente stella, iota Leo, non era più a «misura», pur essendo lo stesso orario «ina ZALÁG» (vedi il trattino rosso che evidenzia).

Nella riga del diario, la misura registrata con: «ina ZALÁG sin ina IGI GÍR ár šá A 1 KÙŠ» è erroneamente preceduta dalla segnatura di «22° giorno ([[*GE6 22]])» da me barrato appunto per indentarne l’anomalia di punto inserito nel rigo in quanto il momento osservato faceva parte dello stesso giorno astronomico.

Dopo queste osservazioni, il giorno successivo, il 22° giorno del diario o 23° giorno lunare, diventa ragionevole considerare che dovesse essere stata inserita la parte qui barrata: «([[*GE6 22]]» che io appunto ho reinserito (indentandola con quadre) nella parte di riga B Obverse B7 che segue:

«[*(GE6 22)] ina ZALÁG AN SIG GIŠ.KUN A 4½ KÙŠ [[GE6 23]]»

traducibile in:

«[*notte del 22 (lunare 23)] ultima parte della notte, Marte uguale Iota Leo quattro cubiti e mezzo [[notte del 23]] (è un inserimento errato. Non va considerato, in quanto segue qui una misura sulla Luna nella stessa notte del giorno 22 del diario = 23° giorno lunare)».

Questa specifica misura, di Marte misurato a 18 gradi dalla stella Eta Leo, con la stessa distanza di 18 gradi che è misurabile fra la stella Algieba e la Iota Leo, è illustrata con l’elaborato che è in diapositiva_21 tramite la foto a destra.

Dopo questa misura, fu registrata l’osservazione che segue:

«[[GE6 23]] ina ZALÁG sin ina IGI DELE 2½ KÙŠ»
traducibile in:
«[GE6 23] Ultima parte della notte, la Luna di fronte a Auva due cubiti e mezzo».

L’elaborato che verifica questa parte di riga, è nella diapositiva_23 che segue, illustrato con la foto a sinistra.

Solo ripristinando gli effettivi giorni astronomici osservati, le verifiche corrispondono bene con ciò che fu registrato, e solo se si usa un cubito (vero) che misuri unitariamente 4 gradi.

Col cubito a due gradi, ci sarebbero troppe incertezze, imprecisioni e discrepanze con quanto registrato, da far pensare a «grossolani» errori dei copisti o degli astronomi di quel tempo.

Di fatto, ci fu solo la confusione dello slittamento di un giorno per tutto il mese VII DU6 del 198bc, e l’errato inserimento del giorno 22 in un punto diverso della riga.

Unico errore effettivo, ritengo sia il giorno 23 del diario che, corrispondendo a un 24° giorno lunare, non troverebbe corrispondenza con ciò che fu di seguito registrato sia col cubito di 4 gradi che col cubito di due gradi.

Questa diapositiva aggiunta per il giorno 21 del diario (22 lunare) dovrebbe aver chiarito bene la posizione di Marte e delle altre misure che furono fatte in quello stesso giorno.

Le complicazioni che scaturiscono in questa verifica, è necessario "sopportarle" se si desidera realmente comprendere ciò che fu osservato.

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Solo Geova può fare "luce" su "tutti" i suoi lati della Sua Verità.
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23_Ancora su riordino delle informazioni nelle righe registrate



Precisazione.

Le informazioni incise nel reperto BM 34362, come in tutti gli altri diari astronomici, sono e restano l’effettiva «documentazione» che ci sia pervenuta oggi come testimonianza storica degli eventi ivi registrati, sia che essi siano fedeli e veritieri, sia che fossero stati anticamente alterati o riportassero errori informativi.

Dalla verifica «astronomica» degli eventi registrati in questo diario del 198bc, diventa sufficientemente evidente che, a motivo della mancata osservazione del primo e del secondo giorno del VII mese DU6 di quell’anno, l’astronomo poté aver registrato in modo (non errato) ma «sfalsato» la sequenza dei giorni osservati.

Altro fattore d’incertezza dell’evento registrato fu quello che durante una stessa notte, in distinte occasioni, furono fatte almeno due osservazioni o misurazioni diverse che furono poi segnate con lo stesso riferimento temporale di: «prima parte della notte».

Facilmente, nella preparazione del diario finito, gli appunti provvisori relativi a quelle stesse osservazioni potrebbero essere stati sfasati (o confusi) essi stessi fra un giorno osservato alla fine della notte, e un altro parimenti registrato per lo stesso giorno lunare ma ora attribuito alla successiva notte.

Pertanto, pur restando valide e documentali le informazioni registrate nel reperto, diventa necessaria, per una effettiva comprensione del cielo osservato, che si prenda atto dei diversi tempi che alla verifica astronomica suggerita dal diario non trovano esatta corrispondenza con quanto registrato; (in ordine di «tempo» e non in ordine di «misura osservata»).

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E’ nuovamente grazie all’ormai certa evidenza che il cubito astronomico misuri 4 gradi, che mi è stato possibile ottenere, in verifica, risultati così simmetricamente e precisamente corrispondenti a quanto fu registrato e che fu osservato, anche dove apparentemente era una scarsa corrispondenza astronomica.

Le diapositive qui inserite potranno sembrare un poco ingolfate di informazioni.
Di fatto, sono invece più informative, avendo ora indentato anche i nomi delle stelle interessate alla verifica di quanto fu osservato allora, oltre alle simmetrie occasionalmente osservabili (segmenti verdi) e i campioni per le misure (segmenti rossi).

Si noti che quasi sempre mi è stato possibile identificare:

«una misura campione», che permetteva di effettuare misurazioni precise e veloci delle distanze fra gli astri interessati, anche se vicine allo Zenit e molto spesso:

«un preciso momento» di quando tale osservazione fu fatta e misurata.
Fatto questo, del preciso «momento» e della «precisa misura», che è prezioso specialmente quando le misure siano riferite soprattutto alla Luna la quale, con la sua mobilità nel cielo stellato, può presentare spesso a posizioni ambigue per le misure che la riguardano.

Per comprendere gli sfasamenti di registrazione che furono fatti allora, riporto qui sotto a titolo di esempio, prima le righe come furono traslate dal testo cuneiforme da Sachs (in neretto) in merito ai giorni 19/22 e poi, in corsivo, come ritengo che la stessa riga sia da stimare e come avrebbe dovuto essere correttamente registrata.

I risultati li potrete analizzare con comodo per verificare le giuste motivazioni delle differenze che ci sono e che ci saranno.

La riga finale B Obverse B5, e la B6 registrano i seguenti loghi traslati:

«GE6 19 ina ZALÁG si[n ina IGI SA]G A 1 KÙŠ 19 GU4-UD ina NIM ina RÍN 3½ KÙŠ ár GENNA ana NIM IGI KUR 16 na-su in 17 IGI GE6 20 ina ZALÁG sin SIG LUGAL 6 SI sin i-şa ana NIM DIB GE6 21 ina ZALÁG sin ina IGI AN 1 KÙŠ».

Stimabili, a seguito di verifica astronomica (seguendo giorno Lunari da primo dopo novilunio), così da aggiornare:

«GE6 19 *[20 lunare] ina ZALÁG si[n ina IGI SA]G A 1 KÙŠ 19 *[20 lunare] GU4-UD ina NIM ina RÍN 3½ KÙŠ ár GENNA ana NIM IGI KUR 16 na-su in 17 IGI GE6 20 *[21 lunare] ina ZALÁG sin SIG LUGAL 6 SI sin i-şa ana NIM DIB GE6 21 *[22 lunare] ina ZALÁG sin ina IGI AN 1 KÙŠ».

e la riga B, Obverse B7 che registra i seguenti loghi traslati:

(segue dal giorno 21 da B, rigo B6)
«[ana ŠÚ GUB ina] IGI GIŠ.KUN A 1 KÙŠ GE6 22 ina ZALÁG sin ina IGI GÌR ár šá A 1 KÙŠ ina ZALÁG AN SIG GIŠ.KUN A 4 ½ KÙŠ GE6 23 ina ZALÁG sin ina IGI DELE 2 ½ KÙŠ GE6 24 ina ZALÁG sin ina IGI SA4».

In parziale lacuna al B, rigo B8 conclude con:
«[šá ABSIN *2] ½ KÙŠ».

Stimabili, a seguito di verifica astronomica (seguendo i giorni Lunari dal primo giorno dopo novilunio), così da aggiornare:

(segue osservazione di giorno *22 lunare)
«[ana ŠÚ GUB ina] IGI GIŠ.KUN A 1 KÙŠ *[GE6 22, non va qui; qui prosegue il 22 lunare] ina ZALÁG sin ina IGI GÌR ár šá A 1 KÙŠ [è qui che inizia il giorno GE6 22 del diario = 23 lunare] ina ZALÁG AN SIG GIŠ.KUN A 4 ½ KÙŠ [GE6 23 sarebbe da omettere, essendo qui il proseguo di 22 = *23] ina ZALÁG sin ina IGI DELE 2 ½ KÙŠ GE6 24 *[25 lunare; (evidentemente il giorno 24 lunare (23 del diario) non fu osservato)] ina ZALÁG sin ina IGI SA4»
(in lacuna al B, rigo B8 conclude con: [šá ABSIN *1] ½ KÙŠ ).
Non posso vedere il LineArt. In senso astronomico in lacuna dovrebbe essere un cubito.

Capisco che ci sia da perdere la testa, se non ci si impegna dovutamente.

Queste sono però le evidenze astronomiche che, corrispondendo fin troppo perfettamente con quanto descritto nel diario, obbligano a considerare plausibile l’ipotesi della confusione di sequenza per i giorni registrati nel diario nel settimo mese (DU6) e che siano da stimare invece con gli astronomici (giorni LUNARI) in merito alle osservazioni che furono effettivamente effettuate.

In ordine:

- Per il giorno 20 del diario (*21 lunare), il diario registra: «ina ZALÁG sin SIG LUGAL 6 SI sin i-şa ana NIM DIB ».

Questa osservazione è illustrata nella diapositiva_20, che dimostra il valore effettivo delle 6 dita che suddividono ogni singolo grado dei 4 facenti parte di un cubito.

- Per il giorno 21 del diario (*22 lunare), il diario registra: «ina ZALÁG sin ina IGI AN 1 KÙŠ [ana ŠÚ GUB ina] IGI GIŠ.KUN A 1 KÙŠ».

Questa osservazione è illustrata in diapositiva_21 nella foto a sinistra. L’osservazione di quel giorno 21 (22 lunare) si conclude poco dopo con questa registrazione:

«ina ZALÁG sin ina IGI GIR ár šá A 1 KÙŠ ».

Tale osservazione è illustrata in diapositiva_22 nella foto in alto a destra.

- Per il successivo giorno 22 del diario (*23 lunare, sfasato in quanto fu dopo l’osservazione di «ina ZALÁG sin ina IGI GIR ár šá A 1 KÙŠ» ), il diario registra:

«ina ZALÁG AN SIG GIŠ.KUN A 4 ½ KÙŠ».

Questa osservazione è illustrata nella foto di diapositiva_21 a destra per la misura di Marte a 18 gradi sotto il petto del Leone = alla stella della coscia del Leone (misura nota) mentre:

«ina ZALÁG sin ina IGI DELE 2 ½ KÙŠ»

E’ invece illustrata in questa diapositiva_23 con la foto a sinistra, per la Luna a due cubiti e mezzo o 10 gradi di fronte e sopra alle stelle della Vergine.

- Per il giorno 24 del diario (*25 lunare), la riga termina registrando:

«GE6 24 ina ZALÁG sin ina IGI SA4 [šá ABSIN *1] ½ KÙŠ»

Quest’altra osservazione è illustrata nella successiva diapositiva_24 con l’elaborato a sinistra.

Se siete riusciti a seguirmi, siete davvero interessati all’argomento… Ogni tanto mi ci perdevo pure io...

Intendiamoci, in senso astronomico, di sbagliato non c’è nulla.

Resta solo l’evidente confusione che fu fatta al momento di RI-assemblare gli appunti osservati al momento della composizione dell’intero diario astronomico.
Io, a questo punto, posso anche capirli ….

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Solo Geova può fare "luce" su "tutti" i suoi lati della Sua Verità.
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9/14/2015 8:20 AM
 
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24_Lacune più facilmente comprensibili con il cubito a quattro gradi



La parte finale della parte B Obverse B7 e quella iniziale della riga Obverse B8, registrano le osservazioni dei giorni 24 e 25 del diario (*25 e 26 Lunari).

Per la parte finale della riga B7, il valore unitario del cubito è in parte parzialmente lacunosa; non potendo io attualmente leggerne né il LineArt né il coccio, il valore segnato e che Sachs stima in due e mezzo mentre io qui lo verifico in un cubito e mezzo, resta oggetto di discussione, seppure i riscontri che illustro nell’elaborato propendano fortemente a favore del valore di [un cubito] e mezzo.

Riscontro, usando il giusto valore del cubito, che spesso alla verifica di quanto fu registrato nei diari astronomici, si presenta un cielo spesso caratterizzato da «simmetrie» e «similitudini» che sono legate sia al valore registrato e sia ai corpi celesti menzionati.

Riassumendo il giorno 24 (*25 lunare):

Al sorgere di Mercurio [5] (momento della misura), la Luna [1] era 1 cubito e mezzo (sei gradi) sopra alla stella Spica [2] della Vergine (ina IGI SA4 šá ABSIN).

Era pure (misura multipla?) di fronte alla stella Heze [3] a est e sopra di essa la stella Zavijah [4] era in verticale, sempre di fronte (a Ovest della Luna), era con la stessa misura (vedi segmenti verdi).

Saturno [9], sopra a Mercurio [5] e sotto la stella Spica [2], era bilanciato in verticale con la Omicron Vir. [8] e con la k Virginis (vedi cerchietti rossi).

Il giorno 24 (*25 Lunare), il pianeta Mercurio [3] sorgeva stando bilanciato orizzontalmente con la stella Alfa2 Lib. Zuben Elgenubi [1] (vedi la piccola foto inserita in quella in alto a destra).
Non era quindi ancora «entrato» nella Bilancia riferita da tale stella e nel reperto non è registrato come «bilanciato (LAL

La misura era però ingannevole, essendo di due gradi (mezzo cubito) ma seppure accettabile, non era «precisa» come sono ormai abituato a costatare nelle verifiche finora fatte; aveva una tolleranza angolare di 8 minuti di grado (meno di un dito!) in più fra Mercurio e la stella.

A occhio nudo, non era immediato determinare se proprio in quel momento Mercurio stesse entrando dentro la Libra (ovvero se sorgesse dopo di essa o meno).

Il successivo giorno, il 25 del diario (*26 Lunare), invece, Mercurio [1] sorse decisamente dopo la stella Zuben Elgenubi [2] della Bilancia (Vedi il tratto verde sopra a quello arancione della misura del raggio), mentre la distanza «angolare» con la stella Alfa2 Lib. Zuben Elgenubi [1] era ora più «precisa» misurandosi in due gradi da Mercurio [1] (per i pignoli: con solo 3 minuti di grado misurati in più).

Quest’osservazione inerente a Mercurio, fu registrata nella parte B, Obverse B8 come segue: «GE6 25 ina ZALÁG GU4-UD e RÍN šá ULU ½ KÙŠ».

Trovo confermato con questa verifica, il valore del cubito in 4 gradi unitari.

Infatti, la misura che ha come soggetto un pianeta, seppure abbastanza mobile come Mercurio, non consente facilmente misurazioni ambigue che possano presentarsi a diversi orari di misurazione, essendo il tempo di presenza dello stesso pianeta quasi sempre molto ridotto, trovandosi Mercurio spesso vicino al sole.

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25_Il cubito a quattro gradi aiuta a leggere correttamente le righe del diario.



Per questa verifica, è stato particolarmente necessario comprendere bene ciò che la riga di fatto registrava; (fare attenzione alla punteggiatura nella traduzione, per capire ciò che videro e misurarono.
Riguardo al 26° giorno del diario (27° lunare) la riga registra:

«GE6 26 ina ZALÁG sin ina IGI RÍN šá ULU 2 KÙŠ ina IGI GU4-UD 2 KÙŠ SIG GENNA 1½ KÙŠ sin ½ KÙŠ ana NIM DIB»

Qui sotto, ho separato in capolinea i tratti osservati.

GE6 26 ina ZALÁG sin ina IGI RÍN šá ULU
«Notte del giorno 26esimo (27° lunare), ultima parte della notte, la Luna di fronte a (α2 Alpha2) Zuben Elgenubi»
il riferimento è qui in senso generale riferito all’intera costellazione, appunto stimandolo al sorgere di Zuben Elschemali.

2 KÙŠ ina IGI
"2 cubiti (8 gradi Luna in «[ka-bar]») opposta (fra k Vir. e β Lib. Zuben Elschemali e alla vista di) Mercurio"

GU4-UD 2 KÙŠ SIG GENNA 1½ KÙŠ.
"Mercurio (che era) 2 cubiti (otto gradi) sotto Saturno; (stando, sempre Mercurio) 1½ cubito (sei gradi alto su orizzonte visibile al sorgere di Brachium [6])".

sin ½ KÙŠ ana NIM DIB.
"Luna ½ cubito (2 gradi) entra (in zona confinaria) incrociando a Est (i pianeti)".

Applicando i valori registrati (e la regola che il cubito misuri 4 gradi), la verifica astronomica del cielo registrato per quel giorno nel diario sortisce una precisione indiscutibile nelle distanze interstellari elaborate nella diapositiva.

Le misure applicate agli elaborati, sono quelle riferite nel reperto, e misurate con un cubito di 4 gradi.

Si noti che nella foto 1, la Luna non era «perfettamente» toccata nel suo bordo dalle linee celeste tratteggiata e verde che collegano gli astri intorno ad essa al sorgere di α (Alpha) Lib prima e β (Beta) Lib dopo.

Al momento del sorgere della stella (Sigma Lib) Brachium [6] o venti minuti dopo invece, (vedi foto 3) il bordo lunare è letteralmente «imprigionato» dalle linee celeste tratteggiata e verde, appunto come se la Luna stesse incrociando o superando quello specifico punto confinante per le due costellazioni, la Vergine e la Bilancia e la linea (segmento verde) di congiunzione Saturno [5] e Zuben Elschemali [3].

In quel preciso momento, Mercurio era alto su orizzonte visibile un cubito e mezzo (6 gradi) mentre la Luna era a Est della linea di congiunzione (segmento arancione in foto 4) fra Saturno e Mercurio

In questo modo, in senso astronomico, la posizione della Luna fu indentata da riferimenti stellari e planetari così specifici, tali da renderne la posizione assolutamente certa e ben definita.

In foto 4 poi, tale posizione è confermata, mentre la luna è «intrappolata» nei segmenti (celeste tratteggiato e verde) a riferimento stellare, pure dalla sua distanza dal riferimento planetario che era fra Mercurio e Saturno, con mezzo cubito (due gradi) e a Est di essi.

Per comprendere meglio cosa videro, vedere il particolare ingrandito nella successiva diapositiva_26.

Il riferimento «apparente» che la Luna sia pure a un grado (mezzo cubito di due gradi) di fronte a Mercurio, oltre a non corrispondere preciso con RedShift6, non sarebbe sostenuto dal resto dell’informazione di «Luna che incrocia a Est» e, riducendo a metà le altre misure già riferite, non si trovano più tutti i riferimenti qui illustrati col cubito di quattro gradi.

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9/14/2015 8:48 AM
 
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26_Incredibili "precisioni" sortite con il cubito a quattro gradi-Ingrandimento.



Il nome della stella riferita nel reperto con i loghi: «RÍN šá ULU» riferisce certamente la principale stella rappresentante della costellazione della Bilancia (che Sachs identifica con Zuben Elgenubi) e identifica la Luna essere di fronte o davanti (ina IGI) ad essa, non è però escluso che possa riferire anche la stella Brachium che appunto è nella parte più verso Sud (ULU) anche in riferimento a Zuben Elgenubi della Bilancia.

Poiché i loghi «2 KÙŠ ina IGI» sono riferiti subito dopo a «sin ina IGI RÍN šá ULU», la ripetizione di «ina IGI» fu evidentemente riferibile ad altro; appunto alla «sottointesa [RÍN šá SI]» o Zuben Elschemali, che era parimenti distante dalla Luna come lo era la stella della Vergine k Vir. [4], nella misura riferita di otto gradi o due cubiti.

In questa formazione (vedi diapositiva_25, la foto 1), la Luna era in quello che nel Vat 4956) i babilonesi definivano un «ka-bar» (bocca aperta, >) che vedeva con la stessa unica misura riferita di 2 cubiti (otto gradi) due opposti astri (due stelle, in questo caso) riferiti alla Luna [1] che in questo caso ne era il centro del vertice.

La precisa corrispondenza di due cubiti = otto gradi per la Luna rispetto a Zuben Elschemali [3] e dalla Luna alla stella k Vir, rendono probante e ragionevole questa interpretazione.

Il «motivo», fu quello di indentare la precisa posizione della luna rispetto alle stelle di due diverse costellazioni, la Vergine e la Libra o Bilancia.
La posizione della Luna, che col suo bordo era nel frattempo in contatto con la linea confinaria delle due costellazioni (la linea tratteggiata celeste), evidenzia come probabile una tale osservazione.

Per i babilonesi, determinare con precisione il «passaggio» della Luna (sin, una divinità per loro) da una costellazione a un’altra era importante, non tanto i senso astronomico, quanto in senso astrologico.
Spesso, dal cielo osservato, «i saggi di corte» dovevano trarre dei vaticini per il re.

Di seguito, è registrato: «GU4-UD 2 KÙŠ SIG GENNA 1½ KÙŠ» ovvero. «Mercurio 2 cubiti sotto Saturno; 1 cubito e mezzo (era alto)».

La distanza (angolare) di Mercurio a otto gradi (due cubiti) precisi sotto Saturno, corrisponde fin troppo bene per poterla ignorare.

Questa misura fu fatta circa 20 minuti dopo il sorgere della Zuben Elschemali, o proprio mentre sorgeva la simile, per nome, stella a Sud della Bilancia «RÍN šá ULU o Brachium»; in quel momento, Mercurio era alto proprio sei gradi misurati con un cubito e mezzo.

Dopo aver considera queste misure, tornando a porre come soggetto la Luna, è registrato: «sin ½ KÙŠ ana NIM DIB», ovvero:
«La Luna mezzo cubito entra a Est incrociando (o sorpassando)».

Avendo appena riferito dei due pianeti Mercurio e Saturno, essere distanti fra loro con due cubiti, diventa ovvia la «linea (immaginaria)» di congiunzione che era misurata distante dalla Luna.

La Luna era proprio di fronte e ad Est di tale linea nella misura di 2 gradi o mezzo cubito (vedi foto grande qui sopra, il segmento giallo).
«ana» suggerisce il senso di «sopra o alto» (ECLS) e Sachs ne traduce anche il senso di «Est», legato al suo altro significato di «sorgere».

Queste mie particolari verifiche, seppure a volte non riferite (ma sottointese) nel reperto, semplicemente confermano o rafforzano, rendendo maggiormente probante, il quadro astrale osservato che è qui ricostruito astronomicamente seguendo le informazioni che sono nel diario e… con l’ausilio della reale misura del cubito che è appunto di 4 gradi.

Non credo che con una verifica basata su un cubito di due gradi, pur essendo lo stesso cielo astrale in quel giorno, si possano costatare le stesse precise e numerose concordanze qui chiaramente presentate.

Non è la sola volta, infatti, che la Luna è osservata con riferimenti a specifici «incroci o sorpassi (DIB)».

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9/14/2015 9:15 AM
 
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27_In situazioni "ambigue", il cubito a quattro gradi è sempre più preciso.



Nella diapositiva è mostrato come spesso, apparentemente, un «simile» risultato che si può elaborare (Mercurio a 6 gradi e 20’ da Zuben Elschemali), possa trarre in inganno.

In realtà, pare che l’astronomo dicesse solo che: «Mercurio» era «sotto (SIG)» la stella Zuben Elschemali, mentre la misura di 3 cubiti = 12 gradi la stava riferendo in modo sottointeso al sovrastante Saturno.

Seppure non sia citato, Saturno era ovvio come posizione essendo stato già misurato pure il giorno 26 del diario (27 lunare, vedi diapositive _24 e 25), pertanto non può essere negato in questo contesto.

I Loghi che registrano quest’osservazione del 29° giorno (30° lunare) DU6 del 198bc al rigo B, Obverse B9 sono i seguenti:

«GE6 29 ina ZALÁG GU4-UD SIG RÍN šá SI 3 KÚŠ».

Certamente qui è confermato lo «slittamento» fra giorni registrati nel diario e giorni lunari effettivamente osservati che esiste per tutto il settimo mese DU6 .

Lo evidenziano le due foto in basso che illustrano la posizione di Mercurio nei due giorni precedenti a quello registrato nel diario (29° giorno) ed elaborato come 30° giorno lunare.

Solo nel trentesimo giorno lunare, Mercurio è ben definito «sotto (SIG)» la stella Zuben Elschemali della Bilancia.

«Curiosamente» ma forse neppure solo casuale, in quello «specifico» giorno trentesimo lunare, Mercurio era nella sua Massima elongazione Est (era alla sua massima luminosità), come illustra la locandina inserita.

Perché è ragionevole dedurre che la misura di tre cubiti da Zuben Elschemali (RÍN šá SI) fosse riferita a Saturno?

Per il fatto che in tal modo l’astronomo avrebbe ricordato che il pianeta Saturno stava «uscendo in quei giorni» dalla Costellazione della Vergine (vedi segmento verde).

Saturno (che ha un lento movimento), il giorno precedente era ancora «ben dietro» (per il suo lento movimento) alla stella Rijl Al Awwa [3] che indenta il confine della costellazione della Vergine (vedi la foto piccola a destra che illustra il giorno 28 del diario = 29° lunare).

Nella foto grande, nel 29° giorno (30° lunare) il pianeta Saturno è invece in posizione tale che si possa definire che: «stava uscendo dalla costellazione della Vergine».

Sembra pertanto opportuno tradurre le riga traslata sopra come segue:

«Notte del 29, nell’ultima parte della notte, Mercurio è sotto Zuben Elschemali (che era) 3 cubiti ([(sotto) Saturno])».

Con queste misure, l’astronomo poteva prevedere che nove giorni dopo il pianeta Mercurio sarebbe entrato nella costellazione dello Scorpione; infatti, al rigo B, Obverse B15, lo menziona poi durante il giorno 16 APIN (VIII mese), quando lo registra con 3 cubiti (12 gradi) nello Scorpione, già verificato e illustrato in diapositiva_7.

La tolleranza di circa un dito per Zuben Elschemali con Saturno, è ben giustificata dalla mancanza di un riferimento di campione, in quanto essendo le misure a livello dell’orizzonte visibile, esse corrispondono con buona precisione anche con noni o righelli graduati di riferimento a suddivisione in gradi tarati su orizzonte visibile.

Certo, si potrebbe usare la situazione ambigua, e anche dire che Mercurio era opposto, di fronte o alla vista della stella (ignorando che il logo specificato è «SIG»), con quasi esatti 3 cubiti di due gradi (o appunto, 6 gradi e 20’) quadruplicando, in rapporto, la tolleranza in più della misura; devo però ricordare che già il cubito stesso basato sulla Rho Leo, non dovrebbe misurare 2 gradi tondi come evidenziato in questa relazione in quanto dovrebbe misurare esatti 1 grado e 24’.

Misurati col cubito campionato astronomicamente sulla stella Rho Leo e sulla stella Regolo, i tre cubiti qui riferiti misurerebbero una distanza angolare di 4 gradi e 51 primi e non «sei gradi»… Viva la «tolleranza»!

A chi gradisce approssimazioni come queste lascio questa libera scelta, pure di fronte alle evidenze fin qui mostrate; (io non mi accontento, invece).

Fine?
Per questo diario del 198bc sì, in quanto per i mesi IX, X, XI e XII purtroppo, non ho la possibilità di consultare né il LineArt né il traslato in quanto nel sito www.caeno.org sono messi a disposizione solo i mesi sette e otto come traslazione tradotta; gli altri mesi sono solo con traduzione in inglese. Senza tali informazioni (almeno del «traslato»), non potrei fare accurate verifiche astronomiche.

Un esempio per tutti: al rigo B, Obverse B16 del mese di APIN, i loghi che registrano «la piccola stella che 4 cubiti è dietro al re» sono riportati da Sachs, in traduzione, semplicemente con il nome di una stella: la «Rho Leo».

Con le verifiche sul 198bc fatte finora, credo ci siano già sufficienti ed esaustivi esempi che, per la misura del cubito, pur nella sua possibile ambiguità con un valore di due gradi riferiti alla luna specialmente, in effetti:

«sia da considerare ben valida la reale misura di 4 gradi per ogni cubito astronomico babilonese».

Ultime fatiche: seguiranno alcune altre informazioni relative cubito tramite verifiche estrapolate dal BM 33066 noto come «Strassmaier Cambyses n° 400 (o BM 33066)», e dal diario più vecchio, quello osservato sotto egemonia Assira, nel 653bc.

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28_BM33066_(Cambise 400) e cubito a quattro gradi



Premessa sul BM 33066.

Dal Vat 4956 del 587bc al BM 33066 del 523bc intercorrono 64 anni.
Nel frattempo, il governo di Babilonia da egemonia caldea passò ad egemonia Medo-Persiana.

I «saggi» o astronomi che contribuirono alla stesura del VAT 4956, se erano adulti, nel settimo anno di Cambise potevano essere ormai morti o quasi certamente furono sostituiti da altri astronomi probabilmente persiani.

Questo «cambio» di gestione del cielo osservato evidentemente creò un momento non del tutto chiaro in senso di organizzazione delle informazioni astronomiche.
Il noto «Strassmaier Cambise n° 400 o BM 33066» ne è un’evidente testimonianza.

Oltre al cambio della tecnica d’incisione dei loghi cuneiformi, cambiarono facilmente anche i valori o l’interesse dato agli astri osservati che mostrano in tale diario una tendenza più che altro di «catalogo» piuttosto che di particolare posizione astronomica degli astri stessi, come si evince dalla parte Obverse del diario BM 33066.

Mentre nel VAT 4956 ogni riga lunga separava inequivocabilmente un mese lunare osservato dall’altro, nel BM 33066 tali suddivisioni sembrano fatte in modo evidentemente disordinato e non sequenziale in ordine di tempo.

Ciò rende estremamente più difficile oggi interpretare il «reale» cielo osservato rispetto al tempo registrato nel reperto.
Se a questo si aggiunge l’errata misurazione di un cubito in due gradi in luogo di quattro, tali incoerenze trovano difficilissima soluzione.

Persone incompetenti (sono costretto a dirlo) hanno usato questa circostanza per denigrare o rendere privo di affidabilità l’intero diario astronomico BM 33066.
Mi permetto di definirli «incompetenti» in quanto non hanno evidentemente tenuto conto dell'esegesi storica del momento e del cambio gestionale che si stava presentando.

Mentre qui verifico alcune parti di tale diario BM 33066, devo tenere in mente e ricordare a chi legge, che sto verificando l’effettivo valore del cubito astronomico babilonese, e pertanto userò come di default tale valore di quattro gradi per cubito e di 6 dita di 10 minuiti per ogni grado.

Dove io additerò tempi (giorno o mese) astronomici diversi da quelli registrati nel BM 33066, essi saranno solo il risultato più astronomicamente logico o compatibile che io sia risuscito a trovare in accordo con le informazioni riferite.

Come tali pertanto li propongo, comprendendo la difficoltà di questo diario astronomico che è la stessa per tutti.

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La riga reverse 12 del BM 33066 registra (in accadico, da Rückseite) ciò che segue:

«šattu VII Dūzu 1 Sin 3 ammat ár(kat) GUD.UD immir * Ulūlu 24 Dil-bat E.AN ….»

Il logo immir (IGI), posto dopo «ár(kat) GUD.UD», suggerisce che «Mercurio», si stato «visto (IGIdietro alla Luna (o: Mercurio dietro ad essa visto) la quale Luna fu misurata essere distante 12 gradi (tre cubiti di quattro gradi) dal sole al momento del suo tramonto (Sin 3 ammat ).

Alle L.T. 17:44, a Luna tramontata, Mercurio fece la sua «prima apparizione» essendo, appunto: «Dietro (la Luna), Mercurio visto (ár(kat) GUD.UD immir)».

D’altronde, è nel primo giorno lunare o dopo il novilunio che era uso misurare la posizione della Luna rispetto al sole, anche se in questa circostanza non fu usato il sistema babilonese dei «na», essendo fuorviante a motivo dell’inclinazione dell’eclittica in quanto non avrebbe espresso la sua reale distanza apparente dal sole, e fu pertanto misurata in cubiti.

I due particolari della Luna ingrandita sia a vista giorno che in modo astro, illustrano bene come nel giorno 29 ottobre o successivo al primo giorno effettivo, la falce della luna sia ben «matura» e non sia più la classica «sottile falce della luna» che indentava (almeno per i babilonesi) l’effettivo primo giorno del mese lunare.

La verifica di 12 gradi dei tre cubiti a 4 gradi, corrisponde molto bene a ciò che la riga registrò in quel primo giorno; per contro, nel giorno stimato da Sachs, il secondo (lunare) come primo (del diario), la possibile misura in cubiti di due gradi cadauno, seppure vicina, non corrisponde bene alla precisione che io sono ormai abituato a riscontrare con le verifiche basate sulla misura del cubito a quattro gradi per unità (vedi foto a destra).

E non va dimenticato mai che un cubito basato su Rho Leo non misura meno di due gradi (1 grado e 24 primi).

Nel precedente mese di Ulûlu (VI mese), il giorno 24 (mattino del 23/10/523bc) Venere fu forse menzionato essendo a 2 cubiti e mezzo (10 gradi, ovviamente stimati essendo in lacuna il valore) sopra a Marte; sembra però che l’informazione fosse registrata per il fatto che «videro» una «ka-bar» di 6 gradi (o 1 cubito e mezzo) fra Saturno-Spica-Venere (solo nel giorno 24 del mese il «ka-bar» corrisponde) mentre Venere era allineato con i sottostanti Giove e Marte.

Lo riferisco solo come «verifica» astronomica del giorno registrato nel rigo preso in esame: non ci sono informazioni specifiche in cubiti per essere utile al contesto di verifica del cubito.

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29_un 2° giorno che fu registrato come 12° giorno nel BM 33066



Come da «premessa», devo riscontrare un probabile errore di trascrizione del giorno osservato nella registrazione alla riga Reverse 15 del BM 33066.
Per tale motivo, metto qui questa verifica, appunto un giorno dopo il primo appena verificato in diapositiva_28.

Tale giorno (12° registrato nella riga), infatti, fu messo in ordine anticipato rispetto al giorno 11 seguente mentre, se doveva essere registrato come secondo giorno (il 2), il suo ordine di registrazione risulterebbe più logico.

Applicando la misurazione con un cubito di due gradi, il giorno 10/11/523bc (vedi foto sopra a destra) sembrerebbe corrispondere, facendo osservare Giove «AN SAG-ME-GAR» sopra a Saturno con circa due gradi (un cubito ora accreditato) seppure con un tolleranza di 6 dita (o mezzo grado non dimenticando mai che è usato un valore arrotondato alla stella Rho Leo).

Il logo usato per Saturno, fu «AN GENNA».
La riga non specifica la posizione dei due pianeti nel senso di «sopra o sotto»; li registra solo con «ina IGI», (alla vista o di fronte); il senso di «opposti» non è significativo, data la loro vicinanza.

Perché considero valido un «secondo giorno» del VII mese DU6 a dispetto del segno 12 evidentemente inciso sul reperto?

Per evidenze di carattere astronomico.

La configurazione celeste della posizione di pianeti Saturno, Venere, Marte e Giove, era in quel secondo giorno abbastanza «particolare».

Saturno, Venere e Giove risultavano in congiunzione essendo quasi equidistanti fra loro (vedi foto grande a sinistra, freccia celeste).

Venere (sottointeso, in quanto non riferito) era misurabile a mezzo cubito o due gradi sopra a Saturno mentre era pure sulla verticale del sottostante Marte, pure esso a distanza «angolare» di un cubito di quattro gradi sotto a Saturno; Le tolleranze per Giove e Marte, sono di soli 15 minuti di grado sul cubito registrato.

La scelta di questo «compromesso» di misura, non «precisissima» come sono abituato a costatare, fu probabilmente proprio per memorizzare pure le altre posizioni presenti in quel momento.

La posizione astrale che vedeva Venere con due gradi sopra a Saturno essere sulla stessa verticale con il sottostante Marte, sembra confermare bene il cielo osservato quel giorno.

Quindi, per dirla alla «babilonese» la formazione di Giove-Saturno-Marte, era in una configurazione che essi definivano con «ka-bar (vedi relazione per il VAT 4956)».
La misura di un cubito di quattro gradi, corrisponde «abbastanza» precisa in senso «Angolare», e pertanto non varierebbe nel giro del poco tempo che era fra il loro sorgere e il loro ultimo apparire.

Ritengo pertanto plausibile e giustificata l’ipotesi di un errore di trascrizione di dodicesimo giorno contro un reale secondo giorno osservato per il rigo reverse 15 qui esaminato.

In ordine di tempo, infatti, nove giorni dopo (vedi prossima diapositiva_30), era l’undicesimo giorno del VII mese DU6 che fu poi registrato nel seguente rigo Reverse 16 alla data secolare del 08/11/523bc.

Il cubito a quattro gradi ne esce ancora una volta confermato come la reale possibile unità di misura astronomica di quel tempo.

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30_Un difficile "riordino" delle registrazioni delle righe del BM 33066




(Provo) a riordinare un poco le registrazioni (direi confusionarie) della parte Reverse del BM 33066 o «Strassmaier Cambise n° 400» del 523/522bc fino a questo punto.

*In rigo Reverse 12 è registrato il primo giorno del VII mese DU6 dell’anno intercalato come 28 Ottobre 523bc (vedi diapositiva_28).
In tale rigo, la Luna è misurata in tre cubiti (12 gradi dal sole) invece che con i soliti «na» a motivo dell’inclinazione dell’eclittica. Mercurio era dietro alla Luna.

*In rigo Reverse 15 è registrato un 12° giorno del VII mese DU6 del 30 Ottobre del 523bc. Di fatto, l’osservazione ivi registrata occorse astronomica durante il secondo giorno del VII mese DU6: Saturno è registrato essere un cubito di fronte a Giove (vedi diapositiva_29).

*In rigo Reverse 16 è registrato il giorno 11°, stavolta corrispondente in senso astronomico in data 8 Novembre 523bc. Registra Venere e Marte entro i 2° e 10’ di fronte a Giove mentre Venere incrociava (o sorpassava) la verticale di Zuben Elgenubi proprio nell’undicesimo giorno. Tale rigo è illustrato in questa diapositiva_30 nella foto a destra; la stella non è riferita, ma è astronomicamente ovvia (vedi il progressivo dei giorni con i colori celeste, verde e giallo).

*In rigo Reverse 17 è registrato un secondo giorno del mese VIII (APIN). La sua corrispondenza astronomico può essere solo quella dello stesso 11° giorno o 8 Novembre 523bc, com’è illustrato in questa diapositiva_30 nell’elaborato a sinistra. In tale rigo è osservato che Saturno era sopra a Venere con 8 gradi e 10’.
Lo evidenzia il fatto che con tale misura Saturno era sulla verticale di Marte e Venere aveva appena passato verso Est la Stella Zuben Elgenubi della Bilancia. Osservo pure una misura multipla del valore di 8° e 10’ di Venere con la stella Rijl Al Awwa [6] della Vergine

Nelle relazioni di Sachs e di Rückseite, essi traducono i due loghi della misura registrata al rigo 16: «II <», in «due dita».
Nel precedente rigo Reverse 14, le stesse due dita sono nello stesso modo tradotte dai loghi: «II SI»; ciò autorizza a considerare un diverso valore registrato, che seguendo la verifica del VAT 4956 (vedi rigo Obverse 17), sarebbe molto più coerentemente traducibile in «2 gradi e 10’».

L’ipotesi della diversa lettura del valore segnato, corrisponde bene con la verifica astronomica riferita a Venere che con Marte e con Saturno sono entro la distanza di due gradi e 10’ da Giove, come illustrato nella foto a destra; particolare idealmente confermato dal fatto che Saturno era nella stessa verticale di Marte mentre era fra la «brillante (ZALVenere e Giove (vedi segmento verde).

Il logo «ZAL.BAT a-nu» è tradotto da Sachs e da Rückseite come «Marte».

A mio avviso, in base al senso dato da «ZAL (brillante)» seguito dal segno per Venere, io comprenderei che: «la Brillante Venere (magnitudo -4)» e Marte «a-nu» entravano (o diventavano) distanti entro i 2 gradi e 10’, assieme a Saturno, con la Verticale di Giove, come illustra l’elaborato a destra per questo giorno 11.

La misura, essendo anche verificata su Venere appena sopra la linea dell’orizzonte, mentre Marte era in sua prima apparizione, è attendibile nella sua precisa misurazione di 2 gradi e 10 minuti di grado fra Venere e Giove in senso azimutale di orizzonte.

Con un cubito che misuri un valore di due gradi, mi sarebbe stato assolutamente «impossibile» riordinare le osservazioni astronomiche con le confusionarie registrazioni che purtroppo rilevo in questa parte del BM 33066.

Resta evidente che gli scribi o gli stessi astronomi del recente dominio persiano non fossero all’altezza di quelli babilonesi in quanto a catalogare, registrare e archiviare le informazioni astronomiche. Resta anche evidente però, una precisa misurazione che trova corrispondenze astronomiche quando sia usato un cubito che misuri quattro gradi.

Provo a riferire altre informazioni… per me, questa del cubito, è stata ed è una vera «faticaccia».

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31_23° giorno del VII mese DU6 registrato in rigo reverse 13 del BM 33066



In questa diapositiva_31 è illustrato il cielo astronomico osservato durante il 23° giorno del VII mese DU6 registrato in rigo reverse 13 del BM 33066.

Misurata col cubito di 4 gradi, la Luna è posizionata da Giove (e da Saturno) a distanza coerente col diario mediante la misura di 12 gradi (tre cubiti).

Inizialmente trovai molta difficoltà a comprendere l’effettivo cielo osservato e registrato pure in questa riga reverse 13 del diario BM 33066 del 523bcbc.

Le informazioni da me allora esaminate, erano fornite sulla base di un cubito di due gradi, e ciò ha reso difficile a me e pure agli addetti ai lavori il comprendere che tramite l’unità di misura di un cubito di due gradi le già difficili interpretazioni delle righe registrate diventavano facilmente apparenti e grossolani errori fatti anticamente.

Nel diario del 523bc, passando da una gestione babilonese a una gestione Persiana, certamente ci furono notevoli cambiamenti che causarono facilmente imprecisioni in merito al diverso modo di osservare e registrare ciò che videro; perfino il modo d’incidere i segni cuneiformi ne risentì.

La consapevolezza ormai acquisita che in realtà, il cubito astronomico babilonese misurava un valore di quattro gradi invece che di due, mi è stata successivamente di grande aiuto a chiarire eventuali apparenti inesattezze o ad interpretare più correttamente ciò che in questo particolare diario fu osservato e registrato.

Le evidenze di eventuali «misurazioni multiple», ovvero di non registrati riferimenti ad altri astri osservati nello stesso momento, e che circostanziamene erano distanti fra loro con la stessa misura registrata nel reperto, oltre che essere un ausilio mnemonico per quegli antichi astronomi, diventa oggi per me spesso una «conferma» di ciò che realmente osservarono.

La «scelta» della registrazione di un’osservazione, nel caso di occasioni di multiple corrispondenze, era certamente voluta, e selezionata fra eventuali altri possibili momenti osservabili; in tal modo, con la sola registrazione di un unico valore, potevano memorizzare diverse posizioni astrali che stavano osservando in quell’anno.

Perfino il modo di registrare le informazioni, almeno per questo periodo di avvento Persiano, risulta molto disorganizzato, talvolta pure «confuso»; quasi «pasticciato».

Se a tale situazione si aggiunge un metro di misura del cubito ridotto di metà (due gradi invece di quattro gradi per cubito), allora l’affidabilità delle informazioni registrate nel BM 33066 diventa dubbia e incerta.

Con «leggerezza», alcuni hanno usato questa circostanza per discreditare nel web come privo di affidabilità lo stesso BM 33066, evidenziando la loro poca conoscenza degli argomenti realmente trattati.

Non col cubito a quattro gradi, però!

Anzi, con la vera misura unitaria del cubito, si riesce ancora a fare chiarezza e a riorganizzare nel proprio ordine e nella corretta interpretazione praticamente tutte le informazioni di questo diario del 523bc, come qui sto evidenziando.

Limito in questa relazione solo le verifiche della parte che io posso almeno verificare in lettura del LineArt per i mesi VI, VII e VIII (Ulûlu, DU6 e APIN) del diario.

Altre parti, non potendo attualmente verificarne lo scritto almeno cuneiforme o in LineArt e traslato delle registrazioni, rimando a momento migliore, quando potrò analizzare pure gli atri mesi.

Verificando in pari tempo di ora, ma il giorno successivo, appunto conteggiato dal secondo giorno letto come primo giorno del mese da Sachs, al sorgere di Antares, in ogni caso, seppure Giove sembra essere sotto o dietro alla Luna, col cubito a due gradi, la misura non è precisa come solitamente io mostro nelle mie verifiche.
Difetta di circa mezzo grado sui sei conteggiati dai tre cubiti a due gradi cadauno.

Consentitemi di «preferire» la verifica presentata in questa diapositiva_31, usando un cubito di quattro gradi.

Se è preferita per Giove una tolleranza di mezzo grado e forse quella di un giorno in più osservato, con la stella Rho Leo a 6 gradi e 30 primi (circa) da Regolo, allora ci saranno molte incongruenze da spiegare, e non sarò certo io a spiegarle!

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32_Il "dito" a 10 minuti di grado trova il corretto mese osservato



Il mese non è il settimo registrato nel diario, ma verosimilmente si tratta del 29/30° giorno del VI mese Ulûlu, appunto la mattina prima del primo giorno osservato la sera stessa e registrato in rigo reverse 12, il primo giorno già illustrato in diapositiva_26.

Essendo l’osservazione mattutina di Venere effettuata nel sesto mese Ulûlu, precedente quindi all’osservazione del primo giorno del settimo mese DU6 (fatta quindi dopo il tramonto del giorno secolare 27 Ottobre), facilmente gli appunti relativi all’osservazione del mattino (o al secolare 28 Ottobre), essendo passata la mezzanotte, furono attribuiti (erroneamente) allo stesso mese che stava iniziando appunto circa 12 ore dopo; il settimo.

L’osservazione doveva essere registrata come ultimo giorno (29/30°) del sesto mese Ulûlu.

La misura corrisponde bene solo in questa circostanza «ragionevole solo per il mese di Ulûlu».

In ogni caso, con i 10 minuti di grado misurabili con le due dita da 5 minuti cadauno, non si sortirebbe risultati migliori in nessun altro momento.

Decisamente i Persiani, erano meno organizzati dei babilonesi nel comporre diari astronomici (almeno come risulta dal BM 33066); ritroveremo altre circostanze che non possono essere (in modo astronomico) compatibili con i mesi dichiarati nel reperto, mentre nel loro effettivo evento astronomico (verificato col cubito a quattro gradi), si estrapolano risultati più probabili e coerenti alle registrazioni di ciò che fu effettivamente osservato.

Nella diapositiva, ho inserito pure la foto che mostra il cielo astrale dell'effettivo mese e giorno registrati nel diario.

E’ assolutamente evidente che il mese DU6 non sia quello registrato o osservato nella riga reverse 14 (vedi foto al centro della diapositiva).

Non ho informazioni «complete» sul BM 33066, e pertanto queste verifiche, pur confermando migliore la misura in quattro gradi per cubito, (per me) restano in discussione fino a una possibile verifica completa delle informazioni di tutto il diario da parte mia.

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33_Le DUE eclissi di Luna del 7° anno di Cambise II nel BM 33066.



Perché tratto qui anche le due eclissi del 523bc.

E’ vero che non hanno a che fare col «cubito» ma attestano la datazione del reperto BM 33066 al 523bc quale settimo anno del regno di Cambise II, figlio di Ciro il grande.

Evidenziano anche come le eclissi di Luna, sia totali sia parziali di ombra visibili sul posto, sono regolarmente precedute da una situazione astronomica che vede La luna essere visibile assieme al sole lungo la linea dell’orizzonte.

Si chiamano, in termine babilonese, «DINGIR KI DINGIR IGI (un dio vede un altro dio)» che io abbrevio con «DKD».

Per il VAT 4956, A. Sachs (e H. Hunger) stimano il fenomeno in altro modo. Contano da tramonto del sole a tramonto della Luna le misure, solitamente in «na» o in gradi che sono attribuite a tali fenomeni.

Nel concetto religioso o superstizioso dei babilonesi, essendo il sole «šamáš <<» una «divinità» come lo era la luna «sin <<<», le due divinità dovevano vedersi integralmente (l’intero disco della Luna e del sole) durante il conteggio o misura del fenomeno.

Pertanto, era misurata piuttosto «l’altezza» che solitamente aveva la Luna al momento che il disco solare toccava col suo bordo basso la linea dell’orizzonte.

Il concetto di «DKD» non è relegato ai soli astri Sole e Luna.

Poteva essere stimato anche quando un’altra «divinità», un pianeta come Venere, Marte, Giove o Saturno (meno Mercurio, il quale era quasi sempre vicino al sole), erano osservabili allineati lungo la linea dell’orizzonte (dai babilonesi definito «me, mi» o «ki» nel caso dei DKD) assieme alla Luna (generalmente).

Questo DKD fra Luna e un pianeta ovviamente, non precedeva un fenomeno di eclisse ma era per loro motivo di situazioni astrali che potevano interpretare in senso astrologico per trarre vaticini, generalmente riferiti al re.

Nel caso del VAT 4956, stimato per il secolare 568/567bc, l’eclisse che non era visibile da Babilonia, non poteva essere stata «preceduta» da un DKD la sera precedente; appunto perché non fu visibile.
Il 4 Luglio del 568bc, fu però un giorno nel quale un’eclisse di luna ci fu comunque.

Essendo il fenomeno di eclisse occorso nella notte dell’emisfero opposto, esso fu differito di circa 12 ore prima per un osservatore che si trovava a Babilonia.

Per tale motivo, Sachs stima la misura del DKD di rigo obverse 17 del VAT 4956 sul fare del mattino, trovando una circostanza sufficientemente accettabile per confermare un’eclisse di luna non visibile sul posto.

Da inizio sole sorgente a luna che tramonta completa, sono conteggiabili i 30 minuti che potrebbero sembrare corrispondere con i 7° e 30’ «na» registrati nel rigo Obverse 17 del Vat 4956.

E’ ovvio che un DKD durante il mattino, difficilmente preannuncia un’eclisse di Luna, in quanto, o la Luna sorge già eclissata per breve tempo (dipendentemente dalla curvatura terrestre, in quanto se sole vede luna la terra non può fare da ombra), o non può verificassi nessuna eclisse.

Gli astronomi babilonesi potevano «attendersi» un’eclisse di Luna in quei giorni del 568bc?

Sì, per il fatto che 177 giorni prima, nel Gennaio del 568bc, ci fu un’eclisse parziale di ombra visibile da babilonia (L.T. 22:22, ma del giorno 7 Gennaio del 568bc); non mi risulta sia stata registrata, mentre fu registrata quella del 8 Gennaio del 587bc, (177 giorni prima del 4 Luglio del 587bc), nella LBAT delle eclissi di Nabucodonosor II).

Sapendo questo, gli addetti ai lavori hanno interpretato la parte lacunosa del rigo obverse 17 per il 568bc come la registrazione di un’eclisse «attesa ma che non si verificò».

Questa interpretazione fu però data riferendo il «successivo» modo di identificare e registrare le eclissi non occorse che fu in opera solo dal periodo persiano in poi, mentre per il periodo Babilonese e Assiro prima, tale «regola» non era in uso e pertanto non sarebbe applicabile.

Lo dico, perché per il diario del 653bc (quello che riporta la battaglia di Hiritu che è attualmente attribuito al 652bc), l’eclisse che fu riferita era registrata in modo uguale a quella del VAT 4956, ma riferiva un’eclisse «osservata» (fu specificata essere di fronte alla costellazione del Perseo).

In questo diario BM 33066, infatti, le due eclissi osservate (sotto la registrazione di astronomi persiani), furono registrate con «sin AN KU10», mentre quella del 4 luglio dl 587bc e quella del diario del 653bc furono registrate con: «AN KU10 sin», in quanto questo era il modo di registrare quelle osservate almeno fino al diario VAT 4956 del 587bc.

Il DKD del 587bc registrato nel VAT 4956 al rigo Obverse 17, fu un poco fuorviante (per questo non fu immediatamente riscontrato correttamente) in quanto non era riferito a Sole con Luna, ma a Luna con Saturno, che era oggetto speciale di osservazione in quell’anno.

Non fu riferito (o registrato nel diario) il DKD fra sole e Luna, in quanto esso occorse poco prima, sul finire del 14° giorno, quando il sole alle L.T. 19:08, toccando l’orizzonte visibile, vedeva la luna alta due gradi (o 3 na pari a 12 minuti, seguendo l’eclittica) dal suo bordo inferiore alla linea dell’orizzonte visibile dalla torre di Babilonia.

Da quell’esatto momento, dopo il tramonto del sole che segnava l’inizio del 15° giorno di quel mese lunare di quel 587bc, mezz’ora dopo, Saturno era in sua prima visibilità mentre la luna a Est era alta dei 7 gradi e 30’ registrati nel reperto (L.T. 19:38).

Sarà un caso ma non lo credo, dal punto di vista astronomico, al tramonto del pianeta Saturno, la stella Enif del Pegaso era alta appunto circa otto gradi (misura simile); la stessa altezza che aveva la stella Regolo del leone che era in prima apparizione mentre Saturno stava tramontando.
Ritegno che l’astronomo volesse ricordare proprio queste informazioni con la registrazione del DKD fra la Luna e Saturno.

Quasi esattamente un Bēru, o due ore dopo la Luna alta 7 gradi e trenta, alle L.T. 21:37 era il primo contatto di ombra per la Luna.
Non credo che sia un caso.
E’ vero. Il «Bēru» non è leggibile nella parte lacunosa, ma io non lo escluderei.

Pertanto, due eclissi di luna del 523bc sono incontestabili e certe.

Con tutte queste verifiche si evidenzia che il diario astronomico BM 33066, quando verificato con il cubito di quattro gradi, mostra di essere molto informativo e astronomicamente accurato; a dispetto dei pasticci fatti poi dagli scribi persiani che composero il diario completo durante la registrazione dei giorni osservati per i singoli fenomeni.

Coloro che vorrebbero mettere da parte lo «Strassmaier Cambise n° 400» o BM 33066, additandolo come inaffidabile e non utile, farebbero bene a ripassare le loro nozioni di astronomia e di esegesi del periodo che stavano criticando negativamente.

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[Edited by monseppe2 9/14/2015 11:11 AM]
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9/14/2015 11:40 AM
 
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34_L'eclisse di Luna "osservata" nel 653bc e registata nel BM 32312



Premessa per il BM 32312.

Questa parte della relazione è per me da farsi di fronte a limitatissime informazioni documentali.

Del reperto astronomico BM 32312, ho solo una parte parziale frontale (col. iii e iv ) rappresentata in LineArt, ma su di essa Sachs o chi per lui, ha posto la foto dell’omonima parte in coccio impedendone a me a ad altri la lettura di tutta la parte centrale.

Della parte retro che registra le col. i e ii, non ho nessuna rappresentazione in LineArt che mi aiuterebbe a verificare o comprendere meglio i loghi traslati.

Pertanto devo attenermi a ciò che mi è stato messo a disposizione in rete, in quanto dalle foto del coccio è quasi impossibile anche solo tentare una lettura dei segni cuneiformi direttamente incisi.

Gli astronomi sotto il periodo assiro (669bc-647bc) non suddividevano i mesi osservati come fu fatto poi per il VAT 4956, separandoli con una lunga linea orizzontale.

Forse separavano solo argomenti separati, aggiuntivi (colonna ii e iii).
Le stesse informazioni dei mesi osservati o dell’anno del re, non sono presenti in questo diario e pure l’ordine dei giorni osservati deve essere valutato con molta attenzione.
Farò ciò che posso per capire ciò che fu realmente osservato e «quando» fu osservato.

Esiste però un riferimento documentale molto importante.

La registrazione della battaglia di Hiritu che è attualmente accreditata per il secolare 652bc in occasione del 27° giorno del XII mese (Addaru) del 16° anno di regno su Babilonia per il fratello di Assurbanipal Šamáš–šuma-ukin.

Da informazioni storiche della Bibbia, e dalle verifiche finora eseguite, devo però stimare a un anno addietro il 16° anno di Šamáš–šuma-ukin indentandolo con il secolare 653bc, come potete controllare nella «cronologia dei regni» da me ricostruita in accordo con le informazioni storiche della Bibbia.

«premesso questo», presento qui i risultati della mia verifica.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------.

Devo tenere conto del fatto che a volte la luna, quando è riferita come «divinità», possa essere indicata nei diari astronomici col solo segno divino di «AN» (Vedi VAT 4956 Rigo Obverse 10).
Durante le eclissi, per esempio, durante i DKD, «AN» è l’appellativo che sta per la LUNA (come pure per il Sole); «AN (Luna) KI (area divina) AN (Sole) IGI (opposti, si vedono)».

Ciò può portare incertezza nel definire se ci si stia riferendo al nostro satellite o al pianeta Marte, pure lui brevemente registrato con «AN o A-NU».

Devo quindi verificare possibilmente una sicura posizione di Marte con le informazioni del BM 32312, in quanto in un anno (dal 652bc attualmente accreditato, al 653bc qui verificato) il pianeta si sfasa di circa 160 gradi.

Pertanto è necessario che almeno un’osservazione registrata possa corrispondere (bene) a AN = Marte riferito con qualche stella o almeno a una specifica costellazione.

Inoltre, mancando nel diario specifici rifermenti a mesi osservati o ad anno del re, diventa necessario capire quali siano i mesi osservati, se includano un intero anno secolare (lunare in questo caso), o se siano stati osservati solo alcuni mesi consecutivi.

Come posso identificare intanto, (fra un 652bc e un 653bc) quale anno di riferimento astronomico: «sicuro» sia applicabile per questo diario?

Comincio con l’informazione che è nel diario BM 32312 alla col. I rigo 6, dov’è riferito un DKD del 14° giorno seguito da un’eclisse di Luna «osservata» nel 15° giorno.

In Col. i rigo 6 ne fu osservato il suo DKD precursore: «14 DINGIR KI DINGIR {X} IGI» Letterale: (giorno 14, un dio su orizzonte un dio vede).

In col. ii, righe 1-3, è poi riferita l’osservazione di un’eclisse di Luna nel 15° giorno: «SI GIN 15 ┌AN┐ K[U10 (sin)…]» (Corna indicano, giorno 15 eclisse [Luna]).

La riga 2 di col ii, riferisce che tale eclisse occorse «MUL ŠU-GI IGI» (Di fronte o opposta al «Vegliardo», la costellazione del Perseo).

E in col. ii rigo 3 specifica che «ana ULU GAR» (si oscura al SUD).

Nel 652bc, attualmente stimato e accreditato come anno di osservazione di questo diario, il giorno 7 Gennaio verso le ore 09:30, occorse un’eclisse di Luna Totale di ombra, ma non fu visibile da Babilonia per via dell’orario (La luna era già tramontata quando poi fu eclissata).

177 giorni dopo, il 2 Luglio del 652bc, ci fu la sua «sorella» (distante sei mesi lunari); anch’essa «totale di ombra» ma che si completava verso le 17:00 durante la luce del giorno e, al suo sorgere, la luna non era più eclissata.

Conclusione:
nel 652bc non ci furono eclissi di luna osservabili da Babilonia.

Già questa semplice verifica, escluderebbe, in senso astronomico, il secolare 652bc dall’essere affidabilmente stimato come anno di osservazione del BM 32312.

Che vi siano evidenti incertezze e difficoltà per l’assegnazione dell’anno osservato da attribuire al BM 32312, lo dimostra pure lo stesso commento di Sachs che, tradotto, afferma:

«Le evidenze astronomiche supporterebbero le date attribuite in iscrizione, ma la datazione della tavoletta sarebbe molto difficoltosa e poco persuasiva senza il collegamento storico scoperto nelle Cronache Neo-Babilonesi» (Astronomical Diaries 652bc to 262bc).

In questa diapositiva_34, nella foto lunga in alto, è illustrata l’osservazione dei DKD, stimato come ho già riscontrato essere ben corrispondente con altri diari astronomici da me esaminati.

I due astri, Sole e Luna, dovevano essere integralmente visibili mentre era effettuata la loro misurazione registrata come (na o come gradi), come suggerisce pure la loro definizione di «DINGIR KI DINGIR IGI (che io abbrevio in DKD e che letteralmente traduce: dio orizzonte dio vede (in opposizione)».

In Col. i rigo 6 del BM 32312 per il quattordicesimo giorno è registrato uno di questi DKD; in questi casi era misurata l’altezza della Luna (dal suo bordo basso) mentre il sole (osservabile direttamente mentre sta per tramontare) col suo bordo basso del disco toccava l’orizzonte visibile dalla torre di Babilonia.

Dal momento che sarebbe già in dubbio il secolare 652bc a motivo delle eclissi non visibili da Babilonia, verifico in senso astronomico al secolare 653bc la registrazione di questo DKD del 14° giorno (com’è anche suggerito dalle informazioni storiche della bibbia).

Nella foto lunga in alto, è illustrato ciò che RedShift6 mi elabora per il 14° giorno del mese XI (ZIZ o Šabatu) del 653bc appena riferito.

Un 14° giorno alla data del 19 Gennaio, rispetto a un anno che abbia la luna in sincrono col sole, mostrerebbe un ritardo di circa 11 giorni. Certamente, quell’anno, avrebbe dovuto avere, dopo il suo XII mese, un mese intercalare inserito o aggiunto.

La Luna, al momento che il Sole toccava col suo bordo basso la linea dell’orizzonte visibile da Babilonia, era alta quattro gradi (pari a 23 minuti «na») dal suo bordo basso rispetto all’orizzonte visibile.

Nel reperto non sono riferite le misure ({X}), e pertanto queste sono solo «calcolate», ma esatte in senso astronomico; il DKD preannunciante l’eclisse che sarebbe seguita durante un 15° giorno di quel mese era osservabile e corrisponde bene al rigo registrato.

L’eclisse di luna del 15° giorno (18/19-01-653bc) registrata in Col. ii righe 1-3, illustrata nella foto grande, raggiunse la sua massima copertura di ombra mentre la Luna era sulla verticale 180° del SUD e mentre la costellazione del Perseo, che a Nord Ovest era interamente visibile di fronte ad essa, stava per iniziare a tramontare (vedi costellazione del Perseo cerchiata in verde).

Questo primo riferimento astronomico di conferma è trovato corrispondente per il 653bc.
Giorno 14° il DKD e giorno 15° Eclisse che si completa alla presenza del Vegliardo (il Perseo) mentre la Luna è a SUD.

Le informazioni astronomiche che seguono, in Col. i, rigo 7 e 8, suggeriscono che le due righe furono inserite in modo non ordinato; esse riferiscono:

(Rigo 7): «GU4-UD ina NIM ár MUL KUN-ME ŠÙ» traducibile in: (Mercurio a Est dietro ai Pesci (Rondine) a Ovest).

(E rigo 8): «ù SAG-UŠ ár MUL KUN-ME ŠÙ U4-ME ŠÙ-ME NU PAP»
Traducibile in: (10 (< = ù) Saturno dietro ai Pesci a Ovest. In quei giorni piovosi, non potei misurare altro».

Le righe sono senza nessun riferimento specifico al giorno osservato.

Ci sono validi motivi «astronomici» per ritenere che il mese osservato in quelle due righe fosse il seguente XII mese Addaru ordinario.

In quel mese, evidentemente, non poterono osservare molto essendo stato forse molto piovoso, come suggerisce la fine della riga 8 con «U4-ME ŠÙ-ME NU PAP».

Nella prossima diapositiva ne sarà mostrato l’elaborato che illustra le posiziono astrali di Saturno e Mercurio rispetto alla costellazione dei Pesci; (qui è intesa l’intera «Rondine»).

Sono circostanze che possono ingannare, certo, ma non trovano buona corrispondenza come la troverebbero con il secolare 653bc sopra verificato.

Pertanto la verifica che segue i tempi storici suggeriti dalla Bibbia ne esce decisamente più attendibile:

Il 653bc, in Gennaio/Febbraio sarebbe ancora il 16° anno del re Šamáš-šuma-ukin (vedi cronologia dei regni ripristinata) e il BM 86379 al rigo 14 riferisce nel suo 16° anno di regno quella stessa battaglia di Hiritu che è pure riferita in questo BM 32312 in Col. iv al rigo 18, il quale anno secolare 653bc è qui stato verificato pure in senso astronomico con un’eclisse di Luna e con un riferimento in 2 cubiti (di quattro gradi) relativo a Luna in Libra (più avanti).

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9/16/2015 9:47 AM
 
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35_Indentato un rigo registrato con un mese precedente a quello osservato.



In diapositiva sono elaborate le informazioni astronomiche di righe 7 e 8 di Colonna i.

Stando all’ultimo riferimento di giorno in riga 6, dovrebbero riferire un’osservazione successiva al DKD del 14° giorno e successiva all’osservazione dell’eclisse di Luna del 15° giorno.

Essendo poi in rigo 9 riferito un 17° giorno, la registrazione avrebbe dovuto riferissi per forza a un 16° giorno, appunto dopo l’eclisse di Luna.

In senso astronomico, ciò non è possibile nel 653bc in quanto Mercurio sarebbe riferito osservato a Est (ŠÚ con (!) di Sachs) dei Pesci e in quel giorno Mercurio era visibile verso l’alba a Est solo vicino a Secunda Giedi del Capricorno, mentre dopo il tramonto a Ovest, Saturno era osservabile fra i Pesci e l’Ariete.

Le righe, invece, registrano Mercurio e Saturno come segue:

Rigo 7: «GU4 ina NIM ár MUL KUN-ME ŠÚ (Sachs aggiunge un (!)
Rigo 8: «ù (< = 10) SAG-UŠ ár MUL KUN-ME ŠÚ U4-ME ŠÚ-ME NU PAP».

Traducibili in:

«Mercurio a Est dietro ai Pesci (o Rondine) a Ovest (osservato). 10 gradi Saturno dietro ai Pesci (e a Mercurio) a Ovest. In quei giorni piovosi, non misurai altro».

Che le due righe qui citate siano fuori posto, lo evidenzia la frase finale.
Dopo di esse, l’astronomo dichiara che in quei giorni non misurò altro, mentre in rigo seguente 9 riferisce seguenti i giorni da 17° fino a 25° giorno.

Mi direte che sto osservando il 653bc e non il 652bc!... Vero.
Verifico per voi quindi, in pari tempo osservato, (o sedicesimo giorno del XI mese ZIZ) ma del 652bc.

In data: L.T. 06 Febbraio del 652bc, Mercurio (osservato a «OVEST») ha la su ultima visibilità nei Pesci, 20 gradi sotto e a «Ovest» della stella nu-nu, mentre «Saturno» non è «dietro ai Pesci», ma dietro all’Ariete, tramontando mezz’ora «dopo» la stella Hamal.

No, Non stavano osservando il secolare 652bc!

Alla data da me verificata nel «mese» successivo all’eclisse, o nel XII Addaru «regolare», Saturno, nel 22° giorno di quel mese (non riferito come mese e come giorno nel diario), è osservabile essere, come illustra la diapositiva, che «sta entrando» in Ariete stando quindi «dietro» ai Pesci, a 10 gradi sopra o «dietro» a Mercurio, mentre entrambi sono osservabili «dietro a Pesci» e «a est dei Pesci» in osservazione a «Ovest».

Devo quindi stimare che l’osservazione delle righe 7 e 8 di Colonna i del BM 32312 furono osservate nel 22° giorno del XII mese di Addaru regolare del 653bc; poco più di un mese «dopo» l’eclisse di Luna del mese di Gennaio.

Furono però inserite in modo erroneo in quella posizione che non ha coerenza astronomica con gli altri eventi registrati precedentemente.

Nota bene.

Anche le righe di Colonna i da 9 a 12 del BM 32312 sono certamente fuori posto in ordine di inserimento e forse pure di tempo… potrebbero addirittura riferirsi a un’osservazione, neppure ben definibile, del successivo anno 652bc.

Marte in Scorpione poteva essere solo nel 652bc in quel periodo, ma la sua definizione sarebbe tutt’altro che ben definibile se stimata nel 653bc con lo Scorpione.
In questo caso, non riesco neppure a posizionarlo bene seguendo gli scarsi riferimenti registrati nel reperto.

In ogni caso, se è riferita a Marte, sarebbe un’informazione astronomica relativa al 17° anno del re Šamáš e comunque postuma all’informazione storica della battaglia di Hiritu registrata nel BM 32312.

Che le righe di Colonna i, 9 a 12 siano fuori posto, lo evidenziano pure le successive righe che tornano a registrare per i giorni 20 e 21 dei giorni piovosi e dal [22 (non riferito)] la possibile osservazione della Luna a 2 cubiti (otto gradi) di fronte alla stella Brachium, che è la stella che è 15 gradi dallo Scorpione (la stella Graffias); presumibilmente pertanto, tale evento sarebbe relativo allo stesso mese dell’eclisse di Luna sei giorni dopo tale evento, e che illustro nella prossima diapositiva_36.

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9/16/2015 10:20 AM
 
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36_indentata la posizione della luna sei giorni dopo l'eclisse del 653bc



Questa diapositiva_36, corrisponde abbastanza bene con le informazioni relative alla luna e alla costellazione della Bilancia (Libra).

Il giorno 22, il sesto giorno dopo l’eclisse, la Luna [1] (il satellite non è riferito nel reperto, mentre il giorno è logicamente il seguente il 21° registrato) è misurabile essere a due cubiti (otto gradi) dalla stella Brachium [2] della Bilancia, che è 15 gradi dalla stella dello Scorpione (Graffias [3]); per questo evento fu registrato:

In Col. i, rigo 16: «ina IGI MUL RÍN 2 KÚŠ» col senso di:
«di fronte alla stella della Bilancia (σ Sigma Lib. Brachium), 2 cubiti», e:
In Col. i, rigo 17 : «šà 15 MUL GÌR-TAB» col senso di:
«Che è 15 gradi (da) Scorpione (stella Graffias)».

Come suggerisce il rigo 14 e 15 della stessa colonna, questa osservazione è da porsi «dopo» il giorno 21° che fu piovoso.

Contando come 15° giorno il 18/19 Gennaio del 653bc (poco dopo la mezzanotte), giorno dell’eclisse, devo contare fino a dopo il 21° in quanto in Col. i, rigo 14 fu registrato che di notte (in quel 653bc) era piovoso o coperto.

Seppure non riferito nel reperto, il giorno, dovette essere il 22° di questo XI mese ZIZ (regolare), che fu nel secolare 25 Gennaio del 653bc.

Il reperto infatti, non riferendo il giorno registra soltanto, in Col. i, rigo 16: «ina IGI MUL RÍN 2 KÚŠ» col senso di:
«di fronte alla stella della Bilancia, 2 cubiti».

Di «quale» stella si riferisse, sembra suggerirlo in Col. I rigo 17 con: «šà 15 MUL GÌR-TAB»; o dalla stella Graffias dello Scorpione, che è a distanza «angolare» della stella Brachium della Bilancia.

Fra le due stelle sono appunto misurati 15 gradi angolari (vedi segmento rosso tratteggiato).

Per questo motivo la verifica qui elaborata fa riferimento alla stella Brachium [2] come la stella della Libra «ina IGI MUL RÍN» che era a 2 cubiti (8 gradi) alla Luna.

Come «misura multipla» con la Luna per soggetto, rilevo che pure la stella Graffias [3], non a caso proprio la stella che: è a 15 gradi dalla stella della Bilancia; era distante dalla Luna (o di fronte ad essa) con 8 gradi o due cubiti.

L’elaborato a destra nella diapositiva dovrebbe illustrare bene ciò che fu osservato.

Vero, non è citato il giorno, ma in senso astronomico, riferendo la registrazione del DKD e dell’eclisse, quello era il giorno riferito nel reperto: il 22° giorno che io per correttezza ho indicato con [22° giorno] non essendo repertato.

La misura sembra che fosse stata fatta mentre la Luna era alta 40° (vedi ovale verde).

Gli otto gradi per i due cubiti poterono essere campionati fra le stelle Brachium [2] e Upsilon Lib [6] della Libra (Bilancia, vedi segmento rosso fine).

Ovviamente, anche qui si potrebbe avere una possibile misura «ambigua»…(ma ricordo che sono nel 653bc, stimando un anno diverso da quello stimato da Sachs che fu il 652bc).

Col cubito a due gradi, nel raggio di 4 gradi corrisponderebbe bene la stellina Tau Librae (freccia gialla) che è confinaria della costellazione della Libra o Bilancia, ma non sarebbe la stella che è 15 gradi dallo Scorpione!

I segmenti verdi attestano la centralità della Luna (cerchiata in bianco) fra le due costellazioni, mirandone la posizione pure con altri riferimenti stellari.

La Luna era pure misurabile a distanza angolare di 15 gradi anche dalla stella Grafias [3] (vedi segmento verde tratteggiato).

La sua posizione era pure indentata dalle stelle Brachium [2] e Antares [4] (segmento verde lungo).

Questi segmenti o riferimenti stellari non mi sembrano «casuali»; suggeriscono che l’osservazione fu fatta proprio in quelle particolari condizioni di altezza (40°) e di tempo (22° giorno lunare del XI mese ZIZ alle L.T. ore 04:14 del 25 Gennaio del 653bc)

Stimando come anno del diario BM 32312 quello riferito dalla stima di Sachs che era del 652bc, per «serietà» di verifica, lo stesso giorno 22° dello stesso XI mese ZIZ, alla data del secolare 12 Febbraio del 652bc la luna, come posizione, è calcolata (da RedShift6) con circa 4 gradi dietro ad Antares.

Per trovarla vicina alla Libra, ho dovuto tornare addietro di un giorno, al 21° giorno che però in Col. I rigo 14 è registrato (nella notte) essere piovoso; difficilmente quindi poteva essere osservato, anche se in senso astronomico la luna in quel 21° giorno, al sorgere di Antares, era misurabile essere «di fronte» alla stella Brachium appunto nella misura (ovviamente ambigua) di 4 gradi misurati con un cubito di due gradi.

Devo però ancora una volta ricordare le «approssimazioni» che talvolta rendono apparentemente simili tali verifiche:

Il cubito basato su Rho Leo era di 6 gradi e trenta invece di essere di 8 gradi.
Il programma di Sachs, TheSky calcola inoltre, per quei periodi, una posizione lunare arretrata di circa 2-3 gradi.

La registrazione che è in Colonna i, righe da 17 a 11, non trova corrispondenza astronomica con il secolare 653bc (potrebbe riferirsi al 652bc).
Sono poco chiare, non riferendo misure particolari.

Riferiscono Marte nello Scorpione, accennano alla stella Spica, e probabilmente riferiscono come osservazione i giorni da 17 a 24.

Facendo riferimento al giorno 25, illustrato nella foto a destra di diapositiva_37, sembra essere stato osservato il mese XI ZIZ, seguente un Addaru II intercalato nel Marzo del 653bc e pertanto durante il 652bc.

In ogni caso, sarebbero informazioni «spurie» che non furono registrate correttamente, rendendo appunto ulteriormente criptica la comprensione di questo diario BM 32312.

In senso astronomico, per la verifica di diapositiva_37, (la foto in basso a destra) fa fede il giorno 25° che vedeva Marte a Est della stella Graffias che è a 15° dalla stella Brachium della Bilancia.

Puntando infatti a tale stella (Brachium, Marte è misurabile proprio a 15 gradi da essa mentre è a Est della stella dello scorpione Graffias, (quasi toccandola (TE) o delle «labbra dello Scorpione»).
Questo osservo e questo illustro.

Per questa parte di colonna i e ii del BM 32312 non trovo altre informazioni astronomiche oltre a queste presentate.

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9/16/2015 11:04 AM
 
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37_Indentato il mese intercalare Addaru II del 653bc nel 16° di Shamash



Comprensibilmente A. Sachs, e ritengo pure H. Hunger, si trovarono di fronte a forti ed evidenti incoerenze mentre esaminavano questo difficile reperto noto come BM 32312 che è, a quanto ne so, il più vecchio diario astronomico rinvenuto con informazioni di diversi mesi.

In tale diario BM 32312 non è registrato l’anno del re; non sono riferiti i nomi dei mesi osservati, e non sempre è riferito il numero del giorno osservato. Oltre a tutto questo, ci sono molte lacune e anche la mancanza di suddivisione fra un mese e l’altro osservati che è invece evidente nel VAT 4956.

Se a queste difficoltà, si aggiunge la non corretta valutazione del cubito, che è ridotta attualmente a due soli gradi e della relativa sotto unità del «dito», oltre alla posizione ritardata della Luna nella misura di circa due gradi in meno, che fu nel programma TheSky originariamente usato da Sachs (e che riscontro confermata anche nel programma più recente «TheSky6»), non è da meravigliarsi se, ignorando pure le informazioni storiche della bibbia, gli addetti ai lavori non siano riusciti a risolvere o quantificare le cause delle evidenti discrepanze alle quali si trovavano spesso di fronte.

Se ho raggiunto questo livello di verifica, con così tanti riscontri e con una tale precisione che ha dello straordinario, è stato soltanto per il fatto che, seguendo le informazioni storiche della Bibbia, ho identificato il reale valore del cubito astronomico Babilonese, che è di quattro gradi, e quello del dito, che è di 10 minuti di grado.

Sempre grazie alle informazioni storiche della bibbia, ho pure smascherato un’antica alterazione di informazioni storiche e talvolta pure «documentali» che la regina Adda-Gruppi, l’assira madre di Nabonedo, lasciò di proposito nella sua testamentaria testimonianza e in alcune documentazioni alterate di proposito dove era necessario.

Da tale antica alterazione storica e documentale, (ignorando le informazioni bibliche) scaturiscono oggi tutte le discrepanze che si riscontrano per il periodo Neobabilonese.

Per una sorta di circostanza «fortunata, (o per alta volontà?)», ebbi la possibilità di iniziare (intorno al 2000 della nostra era volgare) le mie verifiche usando un valido programma di astronomia; «l’allora RedShift5» in origine, il quale, usando «imparzialmente» un corretto e preciso algoritmo per quei lontani tempi, mi calcolava pure la corretta posizione (astronomica) della luna, oltre a darmi gli importanti strumenti necessari per poter effettuare verifiche con accurate e precise misurazioni angolari fra gli astri per i valori che erano riferiti nei reperti archeologici.

Questa diapositiva_37 dimostra o conferma che al XII mese Addaru regolare del 653bc seguì (fu aggiunto) un mese intercalare Addaru II nella cui parte di logo in Colonna iv, nella lacuna di fine rigo 12, deve essere stato registrata la parte col segno «[ŠE]», mentre a inizio di rigo 13 ha il ben leggibile il segno «DIR» per «ŠE-DIR (mese intercalato)» posto prima della registrazione del doppio DKD che fu osservato nel 14/15° giorno di quel mese intercalato del 653bc.

Prova astronomica, ne è il fatto che alla fine del XII mese Addaru regolare del 653bc, nel novilunio del 2 Marzo del 653bc, le Pleiadi erano a 48° dietro al Sole, o a distanza di 4 giorni lunari da un mese Addaru che fosse sincronizzato con il calendario solare.

In breve, a quel momento, erano stati «accumulati» qualcosa come 44 giorni di sfasamento o di «ritardo» fra calendario solare e calendario lunare.

In senso astronomico, era «necessario» l’inserimento di un mese intercalare prima dell’inizio del nuovo anno del re (o prima del suo iniziato 17° anno di regno).

L’eccezionale osservazione di Venere (talvolta definita dai babilonesi come «piccolo sole») che mentre era in sua prima apparizione, era pure in DKD con la Luna, per poi tramontare quasi subito in sua ultima apparizione, rende unico e particolare un tale doppio fenomeno di DKD per il quale l’’astronomo preferì registrare il 15° giorno a conclusione di entrambi i fenomeni di DKD osservati; vedi la foto lunga in alto per il DKD Sole-Luna e la sottostante per il DKD Venere-Luna.

Sì, ho «verificato».
Nel regolare XII mese del secolare 652bc, a iniziato 15° giorno, non fu visibile da Babilonia un «tipico» DKD (Sole vede Luna) in quanto il loro allineamento si verificò al di sotto della linea dell’orizzonte visibile.

Secondo la teoria delle «sei lune» di Sachs e di H. Hunger, circa 12 ore dopo, al sorgere del sole in quel 15° giorno del XII mese del giorno otto Marzo 652bc, fu visibile il DKD con Sole e Luna allineati e alti circa un grado lungo la linea dell’orizzonte (o, in ordine di tempo, simile a quello stimato per il VAT 4956 alla data del secolare 568bc) ma esso non «preannunciò» l’eclisse di luna che era già stata poco prima, nel 7 Gennaio del 652bc ma che non fu visibile da Babilonia.

Pertanto, non trovo corrispondenza «babilonese» o astronomica con tale osservazione.

Il reperto BM 86379 al rigo 13, è specifico nell’indicare il giorno 27° del mese di Addaru (anche se non specifica che fu un mese intercalato).

Ne sono sicuro, che si riferisse al mese intercalato Addaru II il DKD qui verificato, in quanto poi, alle righe 14 e 15 di Colonna iv del BM 32312, riferendo per il 19° giorno l’osservazione di Venere, lo associa alla costellazione dell’Ariete e a Marte che non era visibile con Venere nel mese di Addaru regolare del 653bc nell'Ariete in quanto sarebbe stato visibile solo nella sera/notte del 20° giorno, quando il reperto colloca nel 19° giorno l’osservazione; inoltre, Marte nel mese regolare di Addaru 653bc era ancora nei Pesci.

Pertanto, anche se l’informazione del BM 86379 (di carattere storico) non specifica che il mese era un Addaru II, l’evento storico della battaglia di Hiritu del 27° giorno occorse in senso astronomico durante il secolare 29 Marzo del 653bc a quasi ormai finito 16° anno del regno di Šamáš-šum-ukin re su Babilonia e fratello di Assurbanipal.

Che cosa significa tutto questo?

Qui viene «dimostrata» la scarsa affidabilità della cronologia dei re che Tolomeo compilò a suo tempo seguendo le informazioni storicamente alterate dalla regina Adda-gruppi come furono poi riportate pure nella storia allora conosciuta da Beroso, dal quale certamente Tolomeo attinse.

Tolomeo colloca il 16° anno del regno di Šamáš-šum-ukin al 652bc (data appunto in accordo alla stima di Sachs e da Hunger), mentre il re di Babilonia e fratello di Assurbanipal iniziò realmente il suo 16° anno di regno dopo l’aprile del 654bc (finendo tale suo 16° anno di regno col mese intercalato Addaru II del 653bc), in quanto i due re di origini assire, iniziarono il loro regno sull’area Mesopotamica nello stesso e comune anno che fu il secolare 669bc; uno su Assiria e l’altro su Babilonia.

Trascurando perciò qui gli incerti regni di Assiria, ne resta evidente la seguente «ricostruita» (ed effettiva) cronologia dei regni sulla Babilonia di quel periodo.

669bc
Inizia il regno di Šamáš-šum-ukin su babilonia. Esso terminerà con la sua morte nell’estate del 650bc, dopo 20 anni ordinali di regno.

650bc
Dopo Agosto, inizia a regnare (per conto di Assurbanipal) su Babilonia, il suo figlio e nipote di Šamáš-šum-ukin, col titolo di «Kandalanu il solo vero e fisico re con tale titolo su Babilonia)», il re Aššur-etillu-ili; regnerà su Babilonia per tre anni circa, morendo in una rivolta babilonese durante l’estate del 647bc.

646bc
Da agosto 647bc ad agosto 646bc, ci fu un anno durante il quale su Babilonia non fu riconosciuto nessun re. In quell’anno, rivolte Assire e Babilonesi furono terreno ideale per il sorgente Caldeo Nabopolassar che nel Novembre del 646bc prese il potere (ascese) su Babilonia e su tutta la bassa Mesopotamia (il paese del Mare).

645bc
Nel mese di Addaru (molto probabilmente, in senso astronomico intende: mese intercalato) del 645bc, che ebbe il suo primo giorno in corrispondenza del secolare 4 Aprile del 645bc, il Caldeo Nabopolassar fu ufficialmente (con Akitu) riconosciuto dai babilonesi come loro re, mentre Assurbanipal rivendicava comunque a se stesso (per pretesa successione) il regno su Babilonia, presentandosi come «*Kandalanu» sul regno di Babilonia.
Nabopolassar regnerà per 21 anni ordinali, morendo nel secolare 625bc (anno che fu intercalato con Ulûlu II dopo la sua morte) in data 27 Luglio del 625bc.

625bc
Nabucodonosor II, figlio di Nabopolassar, ascende come erede diretto del padre (secondo la conta ebraica) nel giorno successivo alla sua morte che gli fu notificata più tardi, mentre era in Egitto a seguito della vittoria sugli Egiziani affrontati a Carchemis in quell’anno.
Fatti i preparativi, Nabucodonosor partì dall’Egitto, viaggiando attraversando il deserto durante il mese «regolare» di Ulûlu, e arrivando a Babilonia con il primo giorno del mese intercalare Ulûlu II (o in data 17 Settembre del 625bc) «ascendendo» (prendendo) ufficialmente Potere su Babilonia.
Il suo primo anno di regno iniziò quindi nell’Aprile del 624bc, quando con Akitu fu ufficialmente riconosciuto come re su Babilonia, in data 11 Aprile del 624bc.
Regnerà su Babilonia per 43 anni, morendo verso l’estate del 582bc.

582bc
Evil-Merodac, diventa successore diretto di Nabucodonosor II, ascendendo di diritto al regno su Babilonia.
A motivo di intrighi di corte orditi da parte di Adda-gruppi, e facilmente usando come movente l’amicizia che il re aveva con il prigioniero re dei Giudei Ioiachin, a Evil-Merodac fu impedito (o non fu subito riconosciuto come re da babilonesi) di divenire re nell’aprile successivo (581bc) dopo la morte del padre mentre il suo diritto al «regno» gli fu mantenuto garantito militarmente dalla fedele guardia del corpo di Nabucodonosor.
Fallito il «golpe» di Adda, i Babilonesi riconobbero Evil-Merodac «che divenne re» su di loro mentre anche il re giudeo Ioiachin completava il suo 37° anno di prigionia in Babilonia. Il suo primo anno di regno iniziò quindi in occasione dell’Akitu del 25 Marzo 579bc.
Pertanto, per due anni, o dal 582bc al 580bc, non ci fu un re «ufficiale» su Babilonia.

579bc
Dopo i due anni di regno sospeso per Evil-Merodac, dalla primavera del 579bc, Evil-Merodac regnerà su Babilonia per venti anni ordinali.
Morirà a seguito di un Golpe ordito da suo cognato Neriglissar durante l’estate del 560bc.

560bc
L’usurpatore Neriglissar morirà dopo circa tre anni di regno e gli succederà per pochi mesi (forse nove) il figlio Labashi.
In totale, essi regnarono per 4 anni ordinali.
Finalmente, Adda-gruppi corona il suo sogno di rendere suo figlio Nabonedo (un Assiro), sposato con Nitocri, una figlia di Nabucodonosor II, quale erede legittimo al trono su Babilonia, in qualche modo «riconosciuto» dai Babilonesi, «ascendendo» al potere verso Luglio del 556bc.

555bc
Con Akitu del 555bc, Nabonedo è nel suo primo anno di re ufficiale su Babilonia. Regnerà sui babilonesi fino alla sua sconfitta da parte di Ciro il Grande nel Sett/Ottobre del 539bc dopo 17 anni ordinali di regno. Sarà reso prigioniero in Carmania fino alla sua morte, mentre il suo figlio e re reggente in quel tempo sulla città, Baldassarre, fu ucciso quella notte stessa. Ciro il grande sarà re sul regno Assito-Caldeo e Medo-Persiano per altri 9 anni fino alla sua morte in una battaglia nel 530bc.

539-538bc
Ciro II, era figlio di Mandane e del Persiano Ciro I, la quale era figlia di Astiage* re dei Medi, essendo anche la sorella di Ciassare II (noto come Dario il medo ma dai greci chiamato Ciassare), e pertanto era anche zio di Ciro II. Insieme conquistano Babilonia nel 539bc. Nel 538bc (o nel suo primo anno di regno su Babilonia) Ciro il Grande (Ciro II) delega come re sul regno di Babilonia lo zio Dario il Medo (Ciassare II), ed emana l’editto che permetterà anche agli ebrei di poter lasciare Babilonia per fare ritorno nella loro patria natia.

*Astiage, era figlio di Ciassare I, che era figlio di Fraorte, e che divenne re giovanissimo sui Medi prima e dopo l’invasione dei Cimmeri dall’Asia che spinsero gli Sciti in Medio Oriente e che dominarono (con incursioni) per circa ventotto anni la Media.
Nel 585bc, in occasione della battaglia fra i Lidi e i Medi interrotta dall’eclisse totale di Sole riferita da Erodoto, a condurre l’esercito dei Medi fu delegato da Astiage il suo giovanissimo figlio e Zio di Ciro il Grande, Ciassare II (alias Dario il Medo).
Erodoto, credeva o aveva erroneamente capito che a condurre quella battaglia fra i Lidi e i Medi fosse stato lo stesso Ciassare I (il figlio di Fraorte).
Ciassare II (o Dario il Medo) fu poi per diversi anni fatto credere morto da Astiage stesso il quale temeva che il figlio potesse spodestarlo dal trono, come pure tentò di fare con il nipote Ciro I, che cercò di sopprimere alla sua nascita.

537bc
Nel 537bc, un rimanente degli esiliati Giudei fa ritorno (giunge) in Gerusalemme e, in occasione della festa della capanne, nel decimo giorno del mese (5 Ottobre 537bc), viene eretto l’altare per i sacrifici a Geova, completando in tal modo l’esilio di 70 anni che il popolo ebraico doveva scontare in Babilonia.

537bc meno 70 anni portano al secolare 607bc, quando, appunto il 7 Ottobre del 607bc gli ultimi rimasti in Giudea (con Geremia) fuggirono in Egitto per non andare in Babilonia, rendendo così desolato il paese per settanta anni.

Iniziando a regnare nel secolare 625/624bc Nabucodonosor II, il suo 18° anno di regno iniziò nell’aprile del 607bc mentre Gerusalemme e il suo tempio furono distrutti a partire dal giorno 9 Agosto di quell’anno (se non erro, era di Sabato).

Il 37/38° anno di Nabucodonosor, fu quindi in occasione del 588/587bc, e non poteva quindi essere durante il secolare 568/567 com’è attualmente e comunemente accreditato tale evento.

Se ne evince che:

Il VAT 4956 fu osservato durante il 38° anno di regno di Nabucodonosor II e durante il secolare 587/586bc.
Il BM 33066 fu osservato durante il 7°/9° anno di Cambise II o dal 523bc al 521bc.
Il BM 34362 fu osservato durante il regno di Antiochio e figlio di Antiochio durante il 198bc
Il BM 32312 che narra la battaglia di Hiritu, fu osservato dal 653bc al 652bc riferendo il 16° anno del regno di Šamáš-šum-ukin.


Che cosa significa questo?

Significa che dal secolare 607bc, all’odierno 1914 della nostra era volgare, intercorsero 2520 anni.

Questi 2520 anni furono raggruppati in un periodo profetico di «sette tempi» o sette anni profetici di 12 mesi di 30 giorni cadauno, 360 giorni per ogni anno, o 2520 giorni nei sette anni.

Essendo tale lungo periodo di 2520 anni denominato «fissati tempi delle Nazioni (o dei Gentili)», ancora in vigore al tempo di Gesù, diventa giustificata e coerente la regola suggerita dalle scritture per i tempi profetici inerenti a periodi di giudizio.
«Un giorno per un anno».
Divenendo quei 2520 giorni dalla distruzione del tempio de della città di Gerusalemme, un periodo di 2520 anni (solari, essendo riferiti al genere umano), essi terminarono nel settembre/Ottobre del 1914 della nostra era volgaare.

Al termine di tale lungo periodo la Bibbia indicava che nei cieli, l’Iddio del cielo e re assoluto di ogni cosa (Geova), avrebbe posto nelle mani di suo Figlio Gesù il potere di regnare su tutta la terra abitata, potere che fino alla distruzione di Gerusalemme e del suo tempio nel 607 avanti era volgare era rappresentato da regnanti umani che regnavano sul popolo di Dio in sua rappresentanza, e che da dopo la distruzione di quel genere di regno, rappresentato da Gerusalemme stessa, l’autorità regale diretta di Dio sui regni della terra fu «sospesa» appunto per questo lungo periodo tempo di 2520 anni.

Oggi molti «vorrebbero» poter disconoscere questa che è ormai un’assoluta evidenza.

Loro malgrado, dovranno essere informati che presto dovranno rendere conto delle loro attitudini proprio al Re di questo regno che al tramonto de giorno 13 Settembre del 2015 ha concluso il suo primo centenario da quando gli fu data l’autorità regale con il comando: «sottoponi in mezzo ai tuoi nemici».

Nel tempo stabilito da Dio, quando ogni cosa sarà stata completata secondo la sua volontà (giudizio di Babilonia e completo radunamento del suo popolo), allora il regno per il quale Gesù stesso c’insegnò a pregare «Venga il tuo regno», prenderà pieno e autoritario possesso di tutta la terra a favore di tutti coloro che amando la giustizia, la pace e la verità, anelano di vivere per sempre in una terra migliore.

Ecco cosa «significa» la fatica di questa mia ricerca.

Significa che tutte queste cose sono certe e accadranno «certamente», perché a dirlo è la «Parola di Dio» per noi espressa nella Bibbia.

Questo è quanto.

monseppe2

[Edited by monseppe2 9/17/2015 10:12 AM]
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9/16/2015 11:26 AM
 
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38_Venere, Marte, Saturno confermano il 653bc anno intercalato



A «ulteriore dimostrazione» che in occasione del mese della battaglia di Hiritu stavano osservando gli eventi illustrati in diapositiva_37 e in questa_38 mentre era stato inserito un mese intercalare Addaru II, in Colonna iv a fine rigo 14, fu registrata l’osservazione della prima e ultima apparizione di Venere con i loghi:

«19 dele-bat KI» (Venere in ultima apparizione), come illustrato dalla foto in vista reale in basso a sinistra.

La verifica mostrata in questa dispositiva_38, praticamente mi conferma che il «x > (maggiore di) 6 SI» riferisca gradi sessagesimali come misura e non «dita», come finora sembra essere stato accreditato anche quando esso superi il numero di sei unità.

In un primo tempo, nel giorno 19°, (dopo l’osservazione di ultima apparizione di Venere) la stella dell’Ariete 41 Ari. [3] era dietro a Marte(MUL ḪUN-GÁ ár AN) tramontando dopo il pianeta; mentre il Marte si appressava a tramontare (KI), stando di fronte ad essa «quasi» 10 gradi, (10 SI) meno un dito ( 1 SI o dieci minuti di grado), come illustra l’elaborato a sinistra in alto; era fuori misura di «dito» mancante, che è segnalato col piccolo segmento rosso.

Il giorno successivo, il 20° giorno, la misura, è confermata essere di 10 gradi ora esatti, «toccando (TE) con un dito in più» i 10 gradi che sono ora precisi; (Vedi le misure dentro le losanghe che indicano i valori di Azimut misurati come distanza di Marte dalla verticale della stellina 41 Ari dell’Ariete).

La misura registrata in rigo 15, di due gradi e trenta, che Sachs del tutto ignora nella sua traduzione del traslato di pagina 45 della sua relazione «N. -651», non era immediata da comprendere, non essendo indicato a cosa si riferisse.

Dal momento dell’ultima apparizione di Venere nel 20° giorno del mese Addaru II del 653bc, l’astronomo contò in ordine di tempo (na) i minuti che passarono fino al momento della prima apparizione di Saturno, (10 minuti, appunto pari a 2° e trenta primi) e ne registrò tale valore nella riga.

Tale misura è illustrata dalle due foto in basso al centro e a destra della diapositiva, che indicano il tramonto di Venere e la prima apparizione di Saturno. Le locandine del tempo mostrano i dieci minuti trascorsi.

Molto probabilmente, l’appunto di un’osservazione che fu fatta nel 652bc (l’anno dopo), illustrato in diapositiva_37 nella foto a destra in basso del 15 Gennaio del 652bc, fu solo «accidentalmente» incluso nella registrazione del diario BM 32312 in Colonna i alla riga 12, in quanto sarebbe del tutto fuori contesto con lo stesso.

Dalla verifica astronomica che ho fatto, sembra che fosse stato effettivamente osservata la posizione di Marte nello Scorpione, ma poteva essere solo nel 652bc.

Comprendo quindi le perplessità che un tale inserimento spurio possa aver creato nel tentativo di comprendere ciò che il diario astronomico stava realmente presentando.

Sono stanco.

Forse è difficile capire cosa significhi un impegno che implichi mediamente qualcosa come «almeno» quattro ore al giorno, ogni giorno, per almeno 15 anni…
(4 ore per 365 giorni per 15 anni = circa (arrotondo) 22.000 ore che divise 24 farebbero un impegno di 912 giorni (24 ore su 24) o 2 anni e mezzo di lavoro 24 ore su 24…. Scusate se è poco!).

Credo che comunque, tutto ciò che ho potuto finora mostrare e illustrare, confermi fortemente che:

Il cubito astronomico babilonese misurava un distanza interstellare di 4 gradi sessagesimali,
che era suddiviso in 24 dita di 10 minuti di grado cadauna
e che il logo «SI» che riferisce anche il «dito (come misura)» valesse solo per le prime sei unità, oltre le quali prendeva il valore di un grado per ogni unità che lo precedeva dopo le sei unità
.


Pertanto, la distruzione di Gerusalemme e del suo tempio, resta «confermata» al di là di ogni ragionevole dubbio, al 607 avanti la nostra era volgare (-606 astronomico), cosa che si poteva benissimo sapere subito semplicemente leggendo o avendo fiducia nelle informazioni storiche della bibbia, che indicando in 70 anni l’esilio del popolo ebraico poteva additare solo questa data.

Con le due diapositive che seguono, e che evidenziano la serietà della mia ricerca, termino qui questa relazione sul reale valore del cubito astronomico babilonese.

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9/16/2015 11:37 AM
 
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39_Primo confronto diretto con la relazione di Sachs sulla misura del "dito"



Questa «evidenza» che attesta la differenza di almeno 2 gradi di disaccordo fra le posizioni calcolate per la luna con il valore di due gradi per ogni cubito con quanto è registrato nelle righe dei diari astronomici, è fatta confrontando la mia verifica per il 7° giorno (8° giorno lunare), del VII mese DU6 del 198bc che ho già presentato sul cubito astronomico babilonese in diapositiva_14, con quella del «Report 52» che Sachs fece per il diario del 198bc (da: www.caeno.org).

La posizione «arretrata» della Luna in quel periodo calcolato del 198bc, a orario solare di h. 18.38, della verifica riferita nella foto sotto a destra con TheSky (h. 18:38) usato allora da Sachs e ricalcolata con RedShift6 alle L.T. ore 18:57 in base al «momento del misura», è evidenziata col cerchietto bianco nella foto in alto a sinistra, lungo la linea orbitale della Luna.

A questo sfasamento di posizione per il calcolo della luna di TheSky, si aggiunga la variabile dei due gradi in meno per ogni cubito basato sulla Rho Leo segnato nei reperti, e diventa ovvio come, se mai si trovasse una posizione apparentemente corrispondente, essa possa essere solo «approssimativa», «ambigua» e spesso mal definita come momento di osservazione.

Ricordo, che nel confronto fra una misura di tipo «di fronte, sopra, sotto, davanti o dietro» con una misura che sia interstellare o «angolare» (come risulta con RedShift6, vedi freccia gialla), in caso di dubbio nei risultati ottenuti resta sempre maggiormente attendibile quella che è «angolare», in quanto diretta fra i due corpi celesti esaminati.

Es. Luna sopra o sotto 2 gradi ma 4 gradi di fronte o alla vista, implica due diverse e possibili posizioni dell’astro esaminato (quadratura orizzontale e verticale). Nel caso di misura angolare invece, la posizione resta sempre unica: xx gradi (raggio o diametro).

Ricordo anche, che in questa verifica sul diario del 198bc non esiste la complicazione arrecata dalla diversa datazione (di anno secolare) del diario, e pertanto le varianti di confronto nella verifica sulla posizione della Luna si riducono moltissimo rispetto al VAT 4956, restando esse legate solo alla misura effettiva del cubito e all’eventuale algoritmo usato nel calcolo della posizione della luna in tale periodo fra i due diversi programmi usati.

In diapositiva_19 ho inserito un’affermazione che potrebbe sembrare azzardata: riferisco che sono stato costretto, dalle evidenze verificate, a considerare corretta l’ipotesi che:

«Pertanto, TUTTE le verifiche astronomiche basate su un cubito di 2°, saranno fallaci di 2° in meno per ogni cubito misurato!».

In questa diapositiva_35, ritengo di poter aver dimostrato le valide ragioni di una tale affermazione.

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